domenica 10 novembre 2013

Risposta al Consigliere Elisabetta Strada

Il consigliere comunale Elisabetta Strada ha pubblicato sul suo blog un post, che spiega per quali ragioni si è fatta promotrice insieme a Mariolina Moioli (PDL) di un emendamento al bilancio. Emendamento alla proposta dell'Assessore Cappelli di eliminare i contributi in denaro e di rivedere la modalità di attribuzione delle derrate alimentari alle scuole private paritarie di Milano, di cui un elenco – aggiornato solo al 2009 – è disponibile qui.

Vogliamo rispondere puntualmente ad alcune affermazione del consigliere Strada, nella speranza di creare un dibattito vivo e puntuale su alcune questioni, che stanno molto a cuore a noi genitori delle scuole pubbliche milanesi. 

Strada: “Possiamo dire che il comune offre la maggior parte del servizio, MA non riesce ad accogliere tutti i bimbi difatti ci sono ancora liste d'attesa. Pertanto queste scuole paritarie , non quelle private, offrono un servizio pubblico e sociale importante.”
ChiedoAsilo: Come la stessa consigliere Strada spiega nel suo post, una parte delle scuole paritarie è privata, privata paritaria. L'idea di scuola paritaria nasce per la scuola d'obbligo, infatti è strettamente collegata al rilascio di titoli di studio aventi valore legale. La definizione comprende anche le scuole d'infanzia, anche se è evidente che non esista in questo specifico caso una relazione con un titolo di studio. La parità è riconosciuta nel caso in cui siano disponibili una serie di requisiti. 
In questo senso le scuole paritarie nascono per ampliare l'offerta formativa e, a nostro avviso, per la legge del mercato, esse esistono se e solo se la gestione di queste scuole “economicamente“ conveniente o meglio garantisce profitti. Tant'è che in mancanza di detti finanziamenti, questi istituti minacciano la chiusura. Per questo motivo ci sembra avventato affermare che offrano un servizio “pubblico e socialmente utile” per la nostra città: alla fine è una scuola che non modula la propria retta in base al reddito della famiglia, il cui accesso non e' regolato da graduatorie comuni a quelle della scuola pubblica, e che spesso non accoglie in pari percentuali delle scuole pubbliche bambini che necessitano attenzioni speciali.

S: "Cosa c'era a bilancio fino ad anno scorso :
c'erano due tipi di contributi x le scuole paritarie
- 550 mila euro cash 
- 2'600'000 euro in derrate alimentari per diritto allo studio specialmente per il servizio mensa questa seconda cifra é riferita ad una convenzione a.s. che veniva rinnovata automaticamente. Per derrate si intendono gli ingredienti alimentari che vengono acquistati da Milano Ristorazione è consegnati a crudo tendenzialmente , alle scuole paritarie ( si effettua il medesimo servizio e quindi voce a bilancio a carico del comune per i bambini delle scuole statali)."
CA: Prima di tutto osserviamo che anche sulla nostra mailing list sono circolate cifre leggermente diverse. Non abbiamo un riscontro inequivocabile e vogliamo considerare corrette le cifre citate dal consigliere Strada. Considerando i valori indicati dal consigliere parleremmo di ca 400-450 Euro a bambino/anno.
E poi “cosa significa consegnati a crudo”? Che mentre i figli di chi frequenta la scuola pubblica mangiano le derrate cucinate all'ingrosso da MiRi, le scuole private possono preparare a loro discrezione i menu' nelle loro cucine interne. A tutti quei genitori della pubblica che hanno assaggiato i pasti di MiRi sembra già questo un gran privilegio.
Su questo argomento vorremmo portare alla luce un altro aspetto. Nella scuola pubblica paghiamo la mensa a inizio anno per tutto l'anno scolastico indipendentemente dal fatto che nostro figlio sia assente e che quindi non possa consumare il pasto. In alcune private invece usano il ticket mensa, per cui se il bambino e' a scuola paga altrimenti no. Questo è chiaramente un bel risparmio per le famiglie che frequentano le scuole private. La stessa modalità di pagamento è stata diverse volte chiesta anche dai genitori della scuola pubblica, ma chissà perchè non si ritiene che sia una facilitazione da concederci ... neppure in corso d'anno.

S: "quest'anno a luglio si é deciso visto la difficoltà del bilancio di:
- eliminare il contributo dei 550 mila a pioggia . Quindi questa voce "contributo economico alle scuole paritarie è stata cancellata"
- non rinnovare la convenzione per le derrate ma iniziare un percorso diverso di consegna derrate, più equo per tutti. Cioè come avviene nelle scuole comunali e statali, in base alle capacità economiche delle famiglie. In base al reddito ISEE. Peccato che questa nuova convenzione è in studio e sviluppo da quest'anno scolastico , a convenzione scaduta, e dopo che le scuole hanno definito tutte le rette con le famiglie (si fanno a gennaio le iscrizioni) quando pensavano di ricevere questi soldi .

CA: Nessuno vuole che i bambini rimangano senza pane e carote, ma a fronte delle tante emergenze che vediamo nei servizi all'infanzia a gestione comunale – parliamo di bonifiche da amianto, di strutture fatiscenti, di compresenza inesistente, di sostegno non erogato, di ristorazione sempre sotto osservazione – ci chiediamo per quale motivo le scuole paritarie debbano avere una priorità rispetto a quelle pubbliche, senza contribuire ad un beneficio complessivo, fosse anche solo con rette diversificate in base al reddito.
Per quale motivo alle scuole private paritarie debba essere riconosciuto il finanziamento previsto, mentre il pubblico possa aspettare e sopravvivere (o soccombere) con i suoi drammi che persistono da anni.
Dalle stesse dichiarazioni dell'Assessore quest'anno è emerso un fenomeno di fuga dalle scuole private con un aumento delle liste di attesa nella pubblica. Questo ci conferma che la gestione delle scuole private è ben lontana dall'essere socialmente utile, soprattutto in un momento di crisi.

Detto questo vogliamo ancora una volta manifestare la nostra approvazione alla proposta dell'Assessore Cappelli, che per la prima volta ha affrontato un tema così intoccabile nel nostro paese e speriamo che abbia successo. Almeno così quando al posto delle carote le famiglie delle pubbliche sentiranno il bastone della revisione delle rette, già ventilato ad aprile, potranno piangere con un piccolissimo sorriso sulle labbra.



venerdì 8 novembre 2013

Al voto emendamento al bilancio per i fondi alle private

Lunedì  probabilmente si voterà un  emendamento al bilancio sul  "Ripristino della fornitura delle derrate alimentari a crudo per l'anno scolastico 2013-2014 alle scuole dell'infanzia paritarie secondo quanto giá previsto dalla convenzione con il Comune di Milano". Da  quanto abbiamo capito si tratta di un emendamento al bilancio proposto da Moioli e sottoscritto da Alan Rizzi  (capogruppo PdL), Matteo Forte (Pdl), Anna Scavuzzo e Elisabetta Stada ( lista Piasapia),  Bertolè (capogruppo PD), Fanzago e Cormio (PD), corrispondente a 600.000 € per l'anno 2013 e a 1.600.000 € per l'anno 2014.

E' del 20 settembre la notizia che il Comune vuole ridurre di 1,2 milioni di euro (sui 3,6 inizialmente previsti per le strutture per l' infanzia paritarie) i contributi alle scuole materne private. Il fronte delle materne private si mobilita. Secondo don Michele Di Tolve, responsabile della pastorale scolastica per la Diocesi ambrosiana «Quanto prospettato metterebbe in seria difficoltà molte famiglie degli alunni e tanti lavoratori delle scuole paritarie, che fanno parte del sistema integrato dell’educazione». [...] Michele Ricupati, presidente dell’Agesc l’Associazione genitori scuole cattoliche di Milano dice «Ci mobiliteremo: per far tornare i conti comunali non si può tagliare sugli asili. Così, le scuole cattoliche potranno accogliere solo chi può pagare la retta, mentre scuola pubblica può prendere ricchi e poveri». (Fonte La Repubblica 20 settembre)
Pochi giorni dopo i segnali della marcia indietro. Il 23 settembre si tiene un incontro fra Assessore e varie sigle della realtà delle materne private (per inciso, per il “fronte" scuola pubblica c’è l'Age, la cui rappresentatività nelle scuole dell'infanzia è nulla, e NON la Rappresentanzacittadina dei genitori eletti). Secondo il comunicato le associazioni e l’assessore hanno condiviso che «E’ necessario avere più cura delle fasce deboli della popolazione e che scuole comunali e paritarie fanno parte dello stesso sistema integrato». (Fonte La Repubblica 25 settembre) Parole riprese dal  responsabile scuola regionale del PD, Marco Campione, che difende la marcia indietro del Comune appellandosi alle pari opportunità educative per tutti i bambini (leggi tutto). Spiega infine Cappelli «Dall' anno prossimo non ci saranno più finanziamenti a pioggia come in passato, ma fondi alle singole famiglie che hanno problemi economici e che vogliono mandare i figli negli asili privati».  

Come genitori delle scuole materne comunali rimaniamo perplessi.
1) Sistema integrato. Ma di quale sistema integrato si sta parlando? Se materne pubbliche e private facessero parte di un sistema integrato non ci dovrebbe forse essere una graduatoria comune e comuni criteri di accesso, come avviene fra nidi comunali e accreditati? E forse anche un minimo di integrazione sui POF?
2) Fasce deboli e pari opportunità. Nelle materne e nei nidi di Milano, è noto, non c’è posto per tutti. Restano fuori i figli dei disoccupati, di quelli che lavorano in nero, delle madri che hanno perso il lavoro perché incinta. Famiglie che hanno meno punti in graduatoria perché i criteri di accesso, dovendo di fatto selezionare a chi assegnare una risorsa scarsa, avvantaggiano (per così dire) i figli dei lavoratori full time (di cui nessuno si può occupare), dando poi sempre meno punti al diminuire dell’impegno lavorativo dei genitori (un genitore part time, due part time, un non occupato, due non occupati). Pensiamo davvero di aiutare queste fasce deboli attraverso il sostegno alla materna privata? Parliamoci chiaro: per andare ad una materna privata, è vero, non occorre essere ricchi sfondati, certamente però occorre avere un reddito che consente di investire almeno qualche centinaio di euro mensili per la scuola materna. E allora diamo alle parole il giusto peso: tutt’al più coi fondi alla materna privata o con i buoni scuola aiutiamo – cosa assolutamente legittima – il ceto medio in crisi.
3) Ceto medio in crisi che spesso sceglie il privato perché la qualità delle materne comunali è messa a dura prova. Pochi soldi. Decine di scuole in attesa di manutenzione straordinaria e ordinaria. Nuove sezioni aperte a scapito delle sale nanna, degli spazi per la psicomotricità (che poi le famiglie che se lo possono permettere fanno a pagamento), delle zone pranzo. Immaginatevi 27 bambini costretti a dormire, mangiare, giocare in un’aula di medie dimensioni. Pre e post scuola garantiti a scapito delle ore di compresenza, con maestre e genitori che ti guardano male se non hai la nonna o un lavoro che finisce alle 15 e non puoi permetterti la baby sitter. Compresenze al minimo,  a scapito della qualità della didattica. Scuola estiva nel mese di luglio garantita solo alle famiglie in cui lavorano entrambi i genitori. Case vacanza – valvola di sfogo per le famiglie che la vacanza via da Milano non se la possono permettere -  tagliate. Davvero non sapevamo cosa fare di 1,2 milioni di euro?
4) Buoni scuola. In che modo i fondi alle singole famiglie di cui parla Cappelli si differenziano dal buono scuola regionale istituito da Formigoni oltre dieci anni fa e contro il quale è stato proposto ricorso al Tar?

Insomma, per concludere, ben venga un sistema integrato, se questo può permettere di aumentare  l'offerta a costi ragionevoli per il pubblico. Ma che sia un sistema  davvero integrato, con comuni criteri di accesso e graduatoria comune. Il che significa, per fare solo un ad esempio che riguarda le famose fasce deboli, garanzia che le tutte le private accettino i cosiddetti casi problematici: i bambini disabili, quelli appena ricongiunti e non sanno l'italiano, i casi sociali...  bambini che costano di più e spesso vengono scaricati sul pubblico.

giovedì 7 novembre 2013

Pagamento prorogato per il primo bollettino Milano Ristorazione

Attenzione, dal sito del Comune:

"Il Comune e Milano Ristorazione hanno deciso di prorogare dal 31 ottobre al 15 novembre la data di scadenza per i versamenti.
La decisione è dovuta a causa di un inconveniente tecnico che ha ritardato la stampa e la consegna dei bollettini nelle case dei milanesi."


Vi suggeriamo anche di controllare se l'attribuzione della quota sia conforme alla dichiarazione ISEE presentata.

Convegno in difesa della scuola pubblica

Giovedì 7 novembre 2013 si terrà alla Società Umanitaria (sala Facchinetti, via San Barnaba 48, Milano, telefono 02/5796831 - umanitaria@umanitaria.it - www.umanitaria.it), ore 15, un convegno sulla scuola pubblica cui parteciperanno alcuni addetti ai lavori ai quali rivolgere domande:

Francesco De Sanctis - Direttore Generale Ufficio Scolastico Regionale per la Lombardia
Susanna Mantovani - Università degli Studi di Milano-Bicocca
Mauro Oggioni - Docente al Liceo Artistico Statale di Brera
Valerio Onida - Presidente Emerito della Corte Costituzionale
Marco Rossi Doria - Sottosegretario Ministero dell’Istruzione

Questa la presentazione ufficiale, firmata da Piero Amos Nannini (presidente della Società Umanitaria) e Gustavo Ghidini (responsabile Commissione Cultura della Società Umanitaria): 

"Questo convegno nasce dalla convinzione che i cittadini di una società avanzata sono in primo luogo il frutto di un processo educativo e grazie a un confronto aperto tra esperti, docenti, studenti e genitori si vuole perciò ribadire la centralità della scuola di qualità intesa come servizio pubblico. Il parterre di esperti sarà chiamato ad affrontare le carenze e le contraddizioni che affliggono il sistema dell'istruzione pubblica italiana in un confronto che investirà tutte le questioni aperte del sistema italiano dell'istruzione: dai bassi livelli retributivi degli insegnanti rispetto alla media europea, all'introduzione delle nuove tecnologie nella didattica, dalle proposte di abolizione del valore legale del titolo di studio, alla tessera europea, fino ai nuovi programmi comunitari per l'apprendimento permanente previsti per il periodo 2014-2020. L'auspicio degli organizzatori è che il convegno si concluda con la stesura di un documento-appello condiviso dai relatori e dai partecipanti e rivolto al governo per sottolineare quanto una politica dei costanti tagli al sistema educativo pubblico, oltre a mettere in discussione la funzione della scuola come servizio pubblico, rappresenti una minaccia per il presente delle nuove generazioni e il futuro delle società civile."

mercoledì 6 novembre 2013

Aggiornamento graduatorie e non solo...

Per chi non lo avesse notato, da pochi mesi il Settore Educazione e infanzia - Ufficio iscrizioni, pubblica settimanalmente la revisione aggiornata delle graduatorie. Questo certo non crea posti aggiuntivi, né risolve i mille problemi legati all'iscrizione, ai trasferimenti ed ai riavvicinamenti di fratelli denunciati piu volte su questo blog e dai rappresentanti eletti.

Se tuttavia con i nostri contributi in merito su questo blog, abbiamo anche solo minimamente indotto il Settore a lavorare sulla trasparenza, ne siamo felici, e ci sentiamo spronati a continuare anche su questa strada.

Per dovere di cronaca segnaliamo invece che i genitori eletti nei Consigli di Unità Educativa in rappresentanza delle 9 Zone ancora non hanno ottenuto, nonostante le numerose iniziative e sollecitazioni, la costituzione formale del tavolo della Rappresentanza Cittadina. Diverse complicazioni burocratiche ne hanno rallentato l'ufficializzazione, non da ultimo il cambio ai vertici del Settore (che si stà compiendo in queste settimane), impedendo di fatto la sinergia tra genitori e gestori del servizio che costituisce il senso di questi organi collegiali. Da poche ore è stata fissata la prima convocazione ufficiale (per la costituzione formale) per il mese di novembre.

La Rappresentanza Cittadina-componente genitori, con cui siamo costantemente in contatto, insiste nel frattempo nel segnalare a chi di competenza le numerose questioni ancora aperte, e contribuisce a supportare attraverso un confronto diretto e nell'interpretazione dei regolamenti l'impegno e il lavoro di presidenti ed eletti nei diversi CdUE cittadini. Proprio questi organi intermedi costituiscono uno strumento essenziale a livello locale e hanno dimostrato di poter "fare la differenza", se ben gestiti, in temi importanti come la manutenzione delle strutture, la copertura del sostegno ai disabili o la modulazione degli orari.

Augurandoci che l'approccio del nuovo Direttore aiuti a ricostruire un rapporto sereno e consapevole tra gestore e fruitore dei servizi, per una volta vorremmo ringraziare chi partecipa, segue e diffonde le notizie di questo blog.


mammechiedoasilo

lunedì 30 settembre 2013

Chiedoasilo per i tagli agli asili!

E' di qualche giorno fa la notizia che il Comune vuole ridurre di 1,2 milioni di euro i contributi alle scuole materne private. Ammettiamo che al leggere l'articolo in proposito su La Repubblica, 20 settembre 2013 siamo rimasti un po' basiti.

Secondo don Michele Di Tolve, responsabile della pastorale scolastica per la Diocesi ambrosiana «Quanto prospettato metterebbe in seria difficoltà molte famiglie degli alunni e tanti lavoratori delle scuole paritarie, che fanno parte del sistema integrato dell’educazione». [...] Michele Ricupati, presidente dell’Agesc l’Associazione genitori scuole cattoliche di Milano dice «Ci mobiliteremo: per far tornare i conti comunali non si può tagliare sugli asili. Così, le scuole cattoliche potranno accogliere solo chi può pagare la retta, mentre scuola pubblica può prendere ricchi e poveri». [...] Soddisfazione, invece, da parte dei genitori di Chiedo Asilo, associazione laica... Leggi l'intera notizia

Insomma Chiedoasilo è per i tagli agli asili. 
Peccato che il sistema delle materne pubbliche e private di cui parla don Di Tolve NON è integrato. Se cosi fosse, non ci dovrebbe forse essere una graduatoria comune e comuni criteri di accesso, come avviene fra nidi comunali e accreditati? E una retta omologata al pubblico (o quanto meno calmierata)? E forse anche un minimo di integrazione sui POF?
Ci troviamo inoltre costretti rivelare che la scuola privata cattolica è già per chi se la può permettere. Il che, si veda bene, non significa essere ricchi sfondati, ma comunque avere un reddito che consente di investire almeno qualche centinaio di euro mensili per la scuola materna.
Insomma, ben venga un sistema integrato, se questo può permettere di aumentare  l'offerta a costi ragionevoli per il pubblico. Ma che sia un sistema  davvero integrato, con comuni criteri di accesso, graduatoria comune e via dicendo.

In una cosa però Ricupati ha perfettamente ragione:  per far tornare i conti comunali non si può tagliare sugli asili. Troppo spesso nel nome della carenza di risorse al sistema pubblico vengono inferti tagli tout court. A questo proposito chiediamo al Sindaco Pisapia e agli Ass.ri Balzani e Cappelli un impegno: che questi 1,2 milioni di euro vadano effettivamente alle scuole dell'infanzia comunali e non siano solo una toppa per il bilancio comunale. Che questi 1,2 milioni di euro servano a garantire la qualità della scuola pubblica per tutti: a offrire una opportunità per le fascie più disagiate; e ad offrire un servizio interessante per l'utenza "ricca" che può altrimenti scappare al privato innescando fenomeni di ghetitzzazione.

venerdì 13 settembre 2013

E' tempo di Glasnost

Siamo a settembre, materne e nidi sono aperti.

Ricapitoliamo qualche ragionamento di questi ultimi mesi.

Rispetto ad alcuni commenti apparsi sul blog relativamente al post http://chiedoasilo-milano.blogspot.it/2013/08/guardiamo-meglio-le-graduatorie.html , vorremmo fare alcune precisazioni.

La prima riguarda la scientificità dell'analisi. Ci si accusa di spacciare per analisi qualche tabella. Certo, siamo partiti da dati parziali e non strutturati. Nonostante questo abbiamo ricostruito un quadro che permette una visione ampia e trasversale sullo stato della disponibilità dei servizi. O perlomeno ne suggerisce alcune considerazioni. Eravamo certi di non ricevere un Nobel, ma valeva l'esempio, di come, con poche energie, ma un minimo di impegno e volontà di trasparenzasi può fare un'analisi che dia un quadro d'insieme e porti alla luce le situazione più critiche. Sembra che “i genitori critichino sempre”, ma se fosse fatto uno sforzo in più per far comprendere la situazione sarebbe forse più facile condividere le problematiche.

Vorremmo tanto che il Settore mostrasse con più coraggio la verità : siamo certi che a fronte di tanti problemi esistono anche casi virtuosi. Tutto invece finisce in questo modo in un pentolone di comunicati stampa spesso volutamente inconfrontabili fra loro.

Ricordiamoci che la trasparenza è il miglior strumento per recuperare la fiducia, nella misura in cui gli utenti possono verificare in ogni momento la coerenza tra cio' che vivono e le notizie diffuse dal Settore (per ora frequentemente i due divergono). A poco valgono i comunicati stampa del Comune sull'assegnazione di nuovo personale ai servizi ( ad esempio qui) se poi si rileva che in buona parte dei casi sono coperture per il personale che ha maturato il pensionamento.

Durante lo scorso anno scolastico la Rappresentanza Cittadina (ancorché non formalmente costituita, ha operato per la componente genitori come a regime) utilizzò un facile ed immediato parametro per valutare la presenza di personale educativo: non il solito numero di assunzioni tout court o di personale di ruolo che non tiene conto dei pensionamenti, dei permessi, delle assenze giustificate), ma banalmente il numero di smistamenti delle sezioni.

Con "smistamento" si intende quando una sezione, per mancanza di personale, viene nel corso della giornata suddivisa e trasferita nelle altre sezioni. A tutti sarà successo di arrivare al servizio per ritirare il cucciolo e trovare un cartello sulla porta che indicava che, per via di un imprevisto, i bambini erano stati suddivisi e “smistati” a gruppi nelle altre classi. La cosa di per se è meritevole, il servizio cerca in ogni modo di dare un supporto alle famiglie anche nei momenti di difficoltà, accettando qualche piccolo disagio anziché mandare i bimbi a casa anticipatamente. Meritevole se limitata nel tempo però. Bene, l’anno scorso, in un servizio di Milano ci sono stati 110 smistamenti ( leggi qui ). Che vuol dire non l'eccezione ma la normalità.

Ecco perché riteniamo serva maggior trasparenza.

Quindi, per completare questo primo punto, e preso atto che nessun comunicato stampa puo' smentire gli elenchi dei bambini in attesa appesi fuori dai portoni dei servizi, alleghiamo un ultima immagine che inizia a mappare per tutta la città i numeri relativi alle graduatorie di luglio per le scuole materne: posti disponibili e domande in attesa.

L'immagine[1], costruita con un GIS (geographic Information System, nello specifico una versione opensource) associa dati disponibili su milano.opendata a i punti geografici di una mappa: immaginate Geoschool (il portale del comune per individuare i servizi disponibili al momento dell’iscrizione), ma con altre informazioni.

Legenda: Rosso (numero bambini in lista), azzurro (numero posti disponibili), verde (servizi a regime), triangolo nero (scuole primarie)
Per ora si riconosce la struttura viaria della città, sono riportate le scuole primarie e le aree verdi. Altre informazioni vanno aggiunte per poter iniziare a ragionare sui motivi di concentrazione di domande in alcuni servizi e di abbandono di altri. Motivo che non puo' essere banalmente ricondotto alla simpatia di alcune maestre o alla struttura fatiscente. Esiste, a nostro avviso, un tema più strutturato di vivibilità della città. Ma con qualche analisi trasversale questi fenomeni potrebbero fornire utili elementi per una pianificazione di qualità. Recuperare in extremis una o due sezioni laddove molte richieste vengono presentate è più un modo per recuperare consenso elettorale che ragionare sulla qualità di vita dell'intera città.

Le risposte degli addetti del Settore alle lamentele per le lunghe liste d'attesa ruotano sempre attorno ai soliti ritornelli : i dati che vedete sono parziali, presentano richieste duplicate, non tengono conto delle rinunce, non sono ancora stati depennati dagli elenchi i confermati nelle materne statali, l'anno scorso era peggio etc. etc.; siamo ormai abituati.

Perchè i dati sono parziali, da interpretare e così via? Perchè non vengono dichiarati e giustificati i dati verificati? Chi nasconde i dati e fornisce solo numeri estratti ad hoc per dire cio' che vuole ha il potere in mano. La conoscenza è potere, per queste stesse persone la trasparenza è debolezza, fragilità.

Vorremmo tanto che si capisse che la trasparenza puo' essere una forza (soprattutto se si hanno cose positive da dire), e NON vogliamo più sentirci dire che le liste d'attesa alle materne si riducono fisiologicamente per via delle molte rinunce. Mentre nei nidi il fenomeno della rinuncia è comprensibile (si è costretti ad iscrivere il pargolo molto presto ed una famiglia puo', al momento dell'inizio d'anno, non sentirsi pronta a lasciare il cucciolo), nelle materne è esclusivamente dovuto alla necessità di dare una certezza pedagogica (al bambino) nonché organizzativa (alla famiglia). Se i servizi comunali non la possono garantire , chi puo' -la certezza - se la cerca altrove. Quindi il non fornire un dimensionamento adeguato è solo figlio della volontà di far divergere le famiglie su servizi non comunali (ed abbattere i costi del settore).

Detto questo si apprezza, e ci si augura che sia un percorso serio, la scelta di verificare analiticamente le domande di esenzione /riduzione di rette che ogni anno vengono presentate, nonché valutare una rimodulazione delle fasce di contribuzione. Sarebbe un gran segnale di civiltà (un inizio di trasparenza? Speriamo bilaterale) e magari si recuperano anche tanti bei soldini utili (dai nidi e per i nidi).

Rimane una domanda di fondo: ma perchè non l'hanno fatto prima????!!!!

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[1]I dati riportati sono relativi alle graduatorie pubblica a luglio 2013. Visto i cambiamenti marginali riscontrabili nella graduatorie aggiornate pubblicate a settembre, le elaborazioni non sono state aggiornate.