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mercoledì 18 maggio 2016

Lettera ai candidati Sindaco dai genitori delle scuole di Milano

Cari candidati sindaco,

siamo genitori dei bambini che frequentano le scuole dinfanzia e i nidi comunali milanesi.
Con questa lettera aperta, alla vigilia delle elezioni, vorremmo chiedervi una presa di posizione politica e di programma rispetto ad alcune questioni che ci stanno a cuore.
Non sono molte, ma sono importanti per le famiglie e i loro figli:

1.        Il potenziamento del personale. Anche a causa di fattori esogeni e non direttamente dipendenti dalla volontà dellAmministrazione, come la crisi economica o il patto di stabilità,  l’organico è ridotto all’osso. Vediamo in dettaglio alcune criticità:
     Compresenza del personale educativo. Nelle scuole dinfanzia, in classi di 27/28 bambini, le due insegnanti sono presenti contemporaneamente solo durante il pranzo e il riposo. Questo non consente di realizzare nella mattinata progetti articolati, attraverso il lavoro in piccoli gruppi, e lo stesso può accadere nei nidi, dove non è raro trovare in orario di uscita una educatrice con 18 bambini.
     Lassegnazione effettiva del personale di supporto (DOA). Durante la gestione Moratti si era iniziato a “sgretolare” il famoso “Modello Milano” dei Servizi allInfanzia, che prevedeva uneducatrice aggiuntiva ogni tre sezioni, per permettere di gestire le cd. assenze temporanee. Attualmente la situazione sullintera città è abbastanza critica: le educatrici assenti spesso vengono sostituite in ritardo o non sostituite proprio, cosicché è frequente il ricorso  a smistamenti dei bambini in altre  sezioni; in qualche caso si addirittura arrivati alla chiusura parziale del servizio.
     Le insegnanti di sostegno per i bambini disabili. La nostra esperienza non è purtroppo positiva su questo tema: sembra che lAmministrazione faccia ostruzionismo nella concessione di personale di sostegno, attraverso percorsi burocratici infiniti, non accogliendo spesso le richieste di sostegno certificate in corso danno e mancando di trasparenza nella definizione delle effettive ore di sostegno che spettano ai bambini disabili. Inoltre, in questi anni si è verificato in alcuni casi (per fortuna pochi) che il sostegno sia stato accordato solo quando i genitori hanno adito le vie legali, passando il messaggio che si tenda ad accontentare chi alza maggiormente la voce.
     La gestione del servizio gratuito di allungamento dellorario base (9.00-16.00), in entrata (a partire dalle 7.30) e in uscita (fino alle 18.00), per i bambini di genitori che lavorano entrambi. La domanda negli ultimi anni è andata aumentando, a causa di dinamiche strutturali quali laumento del lavoro femminile, la destandardizzazione degli orari di lavoro, lassenza di un welfare sostitutivo familiare (i nonni sono sempre più anziani, oppure lavorano o, nel caso delle famiglie straniere, non sono presenti). Il servizio viene tuttavia garantito senza risorse aggiuntive (dallorganico base, a scapito delle compresenze), con forte  stress nellorganizzazione - in particolare in quei quartieri dove lutenza è costituita per lo più da famiglie di classe media o bassa, che non possono permettersi aiuti esterni. Riteniamo che questo servizio vada mantenuto, ed in alcuni contesti locali addirittura potenziato, non a scapito della qualità dellorario base, eventualmente valutando modalità di concorso economico da parte delle famiglie.
     Sostegno per i bambini stranieri neo-arrivati. Per la nostra esperienza non esiste alcun sostegno per l’inserimento dei bambini stranieri neo-arrivati e delle loro famiglie. Le educatrici, nel quadro già faticoso della diminuzione dei tempi della compresenza, si trovano a gestire la presenza in sezione di bambini con cui non riescono a comunicare nemmeno sui più elementari bisogni (mangiamo, ti scappa la pipì); ancora più difficoltosa la comunicazione con le loro madri neo-ricongiunte, che invece potrebbero invece trovare nella scuola un primo momento di integrazione. La situazione non è migliore alle scuole primarie, dove si assiste da anni a un progressivo taglio delle risorse dedicate (Poli Start, facilitatori  di apprendimento, mediatori culturali).
2.        La qualità del nuovo personale inserito nei servizi e la sua formazione è un altro aspetto che ci preoccupa: a fronte di una diminuzione complessiva del personale presente nei Servizi e della trasformazione di alcuni ruoli prima preposti al presidio pedagogico in figure prettamente burocratiche (ad esempio le PO, responsabili dei Servizi), riteniamo che sia necessario investire maggiormente nella preparazione e formazione del personale, sia per quanto concerne  l’aspetto pedagogico sia delle competenze (inglese, arti visive, musica) soprattutto quello di nuovo incarico.
3.        La revisione delle fasce contributive era stata indicato dallAssessorato come un obiettivo dellamministrazione che avrebbe permesso di raggiungere una maggiore equità. Attualmente la retta che le famiglie milanesi devono pagare per usufruire dei servizi allinfanzia comunali (asili nido e mensa) è ripartita in 4 fasce contributive, a seconda del reddito ISEE dichiarato, e nessuna revisione è stata fatta in questi quattro anni.  Per fare solo un esempio, per le stesse prestazioni il Comune di Torino prevede 25 fasce di reddito. Forse troppe, ma in un momento di crisi come lattuale, rimodulare le fasce permetterebbe di ripartire il peso contributivo in maniera più efficace ed equa, a favore  in particolare delle famiglie con redditi medi. Attualmente la fascia massima è prevista per ISEE da 28.000 euro a infinito, ed è del tutto evidente la differenza nella capacità di spesa che passa tra una famiglia ISEE 28.000 e una ISEE 50.000 o più
4.        Rischi di ghettizzazione e squilibri nel rapporto domanda/offerta tra le varie sedi. A livello micro-locale si rilevano dinamiche di evitamento, a seguito della cattiva reputazione delle scuole e/o dellutenza. La rilevazione della soddisfazione dellutenza (customer satisfaction) e la rivisitazione dei bacini di utenza, spesso promesse dallAmministrazione, e indispensabili per avere una analisi seria delle principali problematiche e per migliorare la qualità dei servizi, non sono mai state  realizzata in modo capillare e quantitativo.
5.        La Food policy di Milano e la ristorazione scolastica. In occasione di EXPO il Comune di Milano ha profuso parecchie energie per stabilire delle linee guida in tema di alimentazione sicura e sostenibile. Tuttavia a fronte di questo impegno pubblico il settore della ristorazione scolastica sembra essere rimasto ai margini dellagenda politica. Molto c’è ancora da fare per rendere più efficaci i capitolati con Milano Ristorazione, per far sì che il cibo consumato dai nostri bambini risponda effettivamente a criteri di maggiore sostenibilità (filiera corta, produzione locale, biologico, distribuzione, corredo-pasto). Se pensiamo che Milano Ristorazione gestisce ogni giorno una media di 85.000 pasti ci rendiamo conto di quanto sia importante - sul piano della qualità, delleducazione alimentare e degli impatti sullagricoltura locale e la sostenibilità - agire su questo terreno.
6.        Soluzioni estive di qualità per i bambini. Scuole che finiscono a inizio giugno e riprendono a metà settembre; nonni che lavorano, sono troppo anziani o vivono nei paesi di origine; mamme che sempre meno sono casalinghe. In questo quadro, paradossalmente, l’offerta di case vacanza (le famose colonie!) del Comune è andata progressivamente diminuendo, mentre l’offerta da parte privata di campi estivi è cresciuta di pari passo, ma a costi spesso proibitivi (un campo di 5 giorni in città orario 9.00-17.00, con pranzo portato da casa, costa mediamente intorno ai 200 euro). Per le famiglie meno agiate o con più di un figlio, l’unica alternativa resta l’oratorio. Pensiamo che sia necessario potenziare l’offerta comunale laddove possibile e/o pensare a strumenti di sostegno alle famiglie per l’accesso al privato.
Chiediamo in sostanza l'impegno della futura amministrazione per garantire, migliorare e potenziare il Modello Milano dei servizi all’infanzia. Un modello basato sull’idea - confermata ormai da numerosi studi internazionali che rilevano l’importanza del periodo prescolare nello sviluppo del bambino -  che questi debbano essere servizi educativi e formativi per i bambini, e non servizi assistenziali per le famiglie e le donne che lavorano. Un modello basato sulla motivazione e la qualità del personale e sulla sperimentazione di innovazioni che poi divengono strutturali. Un modello inclusivo, tanto più importante in una società multiculturale in cui la scuola è uno dei principali luoghi di integrazione sociale. Un modello che è stato motivo di orgoglio per la nostra città, riconosciuto in Italia ed all’estero, e che oggi è un elemento imprescindibile per la crescita del capitale umano della nostra città e del nostro Paese.
Grazie per lattenzione. Siamo certi sia di una vostra risposta, sia di una reale presa in considerazione, ora e in futuro, delle nostre argomentazioni.


I genitori di CHIEDOASILO

lunedì 23 marzo 2015

I bambini non sono merci da consegnare!

Da curiosa ed appassionata websurfer appena visto l'avviso, ho recuperato il Piano Urbano della Mobilità Sostenibile (PUMS) preparato sotto la guida del giovane Assessore Maran.
La curiosità era tanta viste le energie messe in campo in questi pochi anni di gestione dalla nuova amministrazione.

Il documento è un bel manuale completo, ricco di spiegazioni e numeri. I commenti potrebbero essere molti e differenziati, ma ho avuto la fortuna di assistere alla presentazione di venerdì 20 Marzo in Consiglio di Zona 8 e, confesso, mi sono risparmiata una zelante e completa lettura delle 362 pagine del documento di progetto, concentrandomi sulle parti che più mi interessavano. 

Il Piano prospetta la strategia VISION ZERO, dall'esempio del sindaco di New York, che unisce le attività di controllo e di sicurezza a quella del disegno progettuale del livello zero (ovvero il piano campagna dove si articolano i flussi in movimento).

Il Piano promuove in linea strategica la mobilità sostenibile prevedendo un rafforzamento delle linee di trasporto pubblico, di postazione di bikesharing, di introduzione di nuove zone a traffico calmierato e di implementazione dei raggi verdi. Loda le iniziative diffuse sul territorio che promuovono la mobilità scolastica con modi sostenibili (bicicletta e piedi ).

La realtà di oggi monitorata dai dati di Piano non è tuttavia entusiasmante: solo 3% delle famiglie ha partecipato all'indagine Pedibus ed i progetti car free (chiusura temporanea del tratto stradale antistante la scuola negli orari di ingresso/uscita principali) riguardano solo l'1.4% delle scuole.

Consapevole di questo risultato parziale, il Piano indica una strategia di intervento istituendo una struttura operativa finalizzata alla redazione di proposte di intervento riferite alle singole scuole. Ad ora sono individuati due organi di lavoro: il Gruppo di coordinamento interassessorile deputato al coordinamento, alle attività di advocacy presso le scuole e con ruolo di controllo e validazione delle attività svolte dai 9 gruppi di lavoro operativo (uno per zona di decentramento).

Dopo aver vissuto tante analoghe esperienze (in realtà dimensionalmente minori) nel condurre presentazioni pubbliche di piani elaborati, è stato istruttivo trovarmi da cittadina – con sufficiente competenza – ad ascoltare quanto veniva raccontato in generale e con focus su zona 8.

La prima sensazione, persistente per tutta la durata della presentazione, è stata la grande distanza fra gli interlocutori ed il pubblico. La platea ascoltava interessata ed educata, ma il divario tra domande e risposte era incolmabile. Questo è comprensibile: parliamo di un Piano della Mobilità per una città da quasi 1.4 milioni di abitanti, che già oggi (prima della trasformazione in città metropolitana) somma più di 5 milioni di spostamenti nel giorno medio feriale. Se giustamente un Piano di Mobilità getta le basi strategiche per la dotazione infrastrutturale e gli obiettivi, molto ancora manca per finalizzare i traguardi nelle unità di quartiere.

L'accusa di mancanza di partecipazione con il territorio, avanzata da alcune istanze, non rappresenta necessariamente una polemica politica ma l'evidenza – a mio avviso - di una criticità nel metodo di lavoro. Se da un lato non è credibile che un PUMS entri nel dettaglio di aspetti locali proprio perchè di area vasta e con indirizzi strategici (e quindi è sbagliata in sè la modalità di incontri di presentazione del piano), bisogna prendere atto che la delega di connessione con il territorio, demandata ai consigli di zona, non sta funzionando, nonostante il grande impegno profuso da alcuni consiglieri.

La zona 8 (che meglio conosco) raccoglie in un unico confine realtà diverse ed ugualmente importanti: il Gallaratese, Quarto Oggiaro e una porzione di zona semicentrale: tutte con istanze, dinamiche, interlocutori e condizioni di riferimento spesso divergenti. L'istituire un gruppo di lavoro per piani di mobilità scolastica, incernierati sempre sul nodo dei consigli di zona puo' rivelarsi solamente una perpetuazione degli errori già commessi.

La scuola che frequentano i miei figli non ha partecipato alle iniziative pedibus e siamonatipercamminare, eppure ha ottenuto una zona carfree temporanea (con tutte le polemiche del caso) e mediamente più del 50% dei bambini non viene accompagnato in auto.
Il pedibus nasce spontaneamente, come un lento corteo che si ingrossa avvicinandosi a scuola. Chi con la bicicletta, a piedi, con skate o monopattini, ritrova amici e compagni sul proprio percorso.

In questi mesi invernali, la linea autobus sostitutiva del tram lungo via Mac Mahon, si trasformava in uno scuolabus, con appuntamenti, corse, attese e gare con chi procedeva a piedi.
Le mamme con un impegno urgente ed imprevisto affidano i bambini agli amici di turno che passano in quel momento davanti al portone e si accordano per la merenda al parco dopo l'uscita scolastica.
Al passaggio si monitora la condizione dei marciapiedi e degli attraversamenti, spesso devastante nonostante i continui interventi. Volti sconosciuti vengono individuati e controllati a distanza dai genitori. I bambini si dettano le regole – che ben conoscono - fra loro.
Davanti a scuola i gruppi delle classi si riuniscono per entrare insieme, chi ha ancora i genitori presenti dà un fugace ed imbarazzato bacio sulla guancia e corre in classe; chi è stato lasciato in affido riceve una carezza ed un augurio di buona giornata dal genitore affidatario occasionale.

All'uscita, quando piove, chi ha un auto provvede ad un spontaneo carpooling. In caso di bel tempo e di mancanza di impegni pregressi, si inizia a smangiucchiare una merenda e ci si accorda per il trasferimento ai giardini di zona. Qualche mamma approfitta per lasciare il figlio e correre a fare la spesa o preparare una lavatrice.

Dubito che tutto questo possa essere esaminato da un Piano della Mobilità Scolastica, perchè è vita vera, di quartiere, di affetti , di condivisione e di rispetto per le persone e le cose.
Ed uno schema partecipativo premodulato non potrà mai cogliere la bellezza e l'entusiasmo di quei “percorsi casa-scuola” che diventano un esperienza di gioco, di incontri. A volte di studio, con la ripetizione della lezione prima della verifica. O nel saluto ai commercianti di via al passaggio quotidiano dei bambini. O del portiere del palazzo, che rincorre per gioco i bimbi con la canna dell'acqua mentre pulisce il marciapiede. O ancora il canto sull'autobus de “La leggenda del Piave” che fa commuovere le nonne sedute, che la guerra l'hanno vista con i loro occhi di bambine.

Queste sensazioni positive colmano il cuore di chi ha la fortuna di vivere questi momenti di incontro e rendono sopportabile (o meglio dire meno urgente) la mai soddisfatta richiesta di percorsi ciclabili (anche condivisi, ma frequentabili in sicurezza), di attraversamenti pedonali protetti, di rastrelliere per il parcheggio, di zone verdi lungo strada, di un trasporto pubblico efficiente, di muri puliti, di attività di quartiere, di marciapiedi senza buche (che rompono gli zaini trolley).

Pianificare tutto questo significherebbe umanizzare un modello statistico. Mi chiedo quindi: è possibile? Magari si, ma la strada più semplice potrebbe essere quella del buon senso (e suggerita in molti manuali): creare quartieri che offrano le opportunità per una vita sostenibile e di condivisione, nella mobilità come nei consumi e nelle relazioni. E utilizzare gli automi cellulari per modellizzare oggetti anzichè i nostri bambini.



mercoledì 12 novembre 2014

ELEZIONI DEL CONSIGLIO DI UNITA’ EDUCATIVA

Cari genitori, le elezioni si svolgeranno

MARTEDI’ 2 DICEMBRE DALLE ore 8.00 alle 18.00 presso il vostro servizio.
Il Consiglio di Unità Educativa ha tanta più forza quanto più numerosi sono i candidati e gli elettori che esprimono il voto, perciò

SIETE TUTTI INVITATI A CANDIDARVI E A VOTARE!!!
Ma che cos’è il Consiglio di Unità Educativa??

Il Consiglio di Unità Educativa (o Consiglio Scuola), è composto da genitori (possono candidarsi tutte le mamme e i papà dei bambini iscritti), educatori, personale ausiliario proveniente dalle scuole afferenti, dalla Dirigente della U.E. stessa e da un rappresentante del consiglio di zona ed è l'organo che:
  • definisce il "senso di marcia" dell’U.E.; 
  • redige il suo regolamento interno; 
  • valuta l’offerta formativa delle scuole afferenti e adotta iniziative di arricchimento della stessa; 
  • promuove lo sviluppo delle relazioni genitori – educatori – scuola e il radicamento della stessa U.E. sul territorio come comunità educativa; 
  • verifica il rispetto degli standard di qualità richiesti dalla Carta dei Servizi all’infanzia; 
  • supervisiona il servizio di refezione scolastica coordinandosi con le Commissioni Mensa delle scuole afferenti; 
  • Può attivare attività extrascolastiche proposte dai genitori e intervenire sugli orari del servizio (pre e post scuola). 
E’ quindi un organo estremamente importante per determinare la qualità dei Servizi Educativi a cui afferiscono i nostri bambini, e noi genitori possiamo offrire un valido contributo!!!

Le candidature dei genitori vanno presentate entro Venerdì 14 novembre ore 12.00. Richiedete i moduli alla vostra PO!

martedì 24 giugno 2014

Neuropsichiatria infantile per piccoli e grandi

“Molti anni fa un bambino pesarese delle scuole elementari cominciò a manifestare ticnervosi e disturbi di comportamento sempre più marcati: batteva gli occhi per ogni piccolo motivo di tensione, aveva continui movimenti compulsivi delle braccia e delle spalle, emetteva strani gridi gutturali. Il bambino era figlio unico in una famiglia borghese del tutto normale, era assistito da un pediatra e le analisi non mostravano problemi fisici o neurologici. "Passerà", dicevano i medici e ripetevano a se stessi i genitori, "col tempo e con la crescita tutto andrà a posto". Ma il disturbo non passava, anzi cresceva di intensità e di frequenza. Il bambino continuava ad emettere i suoi versi animaleschi facendo girare la gente per strada, nonostante l'assunzione di qualche blando sedativo. I genitori non sapevano più a che santo votarsi, finché qualcuno li consigliò di andare a Roma per un consulto col più famoso neuropsichiatra infantile del nostro Paese.

Il professore lo visitò brevemente, parlò con i genitori e col bambino, poi li congedò con una ricetta che diceva (più o meno) così:
  1. Giocare a tennis;
  2. Andare in bicicletta col papà per i viali di Pesaro;
  3. Frequentare il più possibile gli amici boy-scout;
  4. Aiutare qualche volta la mamma nelle faccende di casa;
  5. Sfogliare ogni giorno un giornale insieme al padre, per commentare insieme i titoli più importanti.
Non era prevista alcuna analisi neurologica, né l'assunzione di alcun farmaco.

Giovanni Bollea, il fondatore della neuropsichiatria infantile, è un personaggio che merita attenzione. Si scopre che ha detto, fatto e pensato molte cose di buon senso, che vanno oltre la definizione tecnico-scientifica delle sue ricerche.

E' stato piacevole scoprire che è esistito un momento in cui la scienza e l'importanza della sana vita affettiva procedevano abbracciate.

Si parla di bambini diversamenti abili, caratteriali, con disturbi di apprendimento fino a considerare (in quanto unico evolutivo) l'adolescenza e la vita sociale collaborativa.

Ecco qualche link per iniziare:

giovedì 13 febbraio 2014

ManifestoLab_2.0_5: L'uomo artigiano

Richard Sennett è professore di sociologia alla New York University ed alla London School of Economics. Forse architetti ed urbanisti lo conoscono come il “marito” di Saskia Sassen, che tanto ha studiato e scritto dei sistemi urbani. Nel 2008 Sennett ha scritto “L’uomo artigiano” che è una piccola bibbia. Parla di tante cose che ruotano appunto intorno all’idea dell’uomo artigiano, che “persegue per se e per la propria personale soddisfazione la ricerca dell’opera quasi perfetta, del buon lavoro fatto con arte, intelligenza, sapienza manuale e conoscenza”. Come fanno i nostri bambini quando imparano: senza secondi fini , solo per istinto evolutivo. Tanti sono i passaggi di questo libro che forniscono elementi di riflessione. 

Nel cap. 5 (La mano) Sennett parla della capacità di concentrarsi da piccoli come da grandi:

"(...) Per sviluppare la capacità di concentrazione , gli educatori cercano di interessare i bambini mentalmente ed emotivamente a una certa materia o argomento. L'ipotesi su cui si basano è che il coinvolgimento generi la concentrazione. Lo sviluppo a lungo termine delle abilità manuali dimostra invece il contrario: la capacità di concentrarsi per lunghi periodi viene per prima; soltanto quando il soggetto è in grado di concentrarsi riuscirà a coinvolgersi mentalmente ed emotivamente. La capacità di concentrazione fisica segue regole tutte sue, basate su come una persona impara ad esercitarsi, a ripetere le azioni e a imparare dalla ripetizione. (..)"

Nel cap. 6 ( Le istruzioni espressive) si parla della relazione tra i gesti e le parole nell’evoluzione biologica:

"(...) il movimento corporeo è il fondamento del linguaggio. (...) le categorie stesse del linguaggio sono create dagli atti intenzionali delle mani: i verbi derivano dalle mani in movimento, i sostantivi "afferrano" le cose con il nome e gli avverbi e gli aggettivi, al modo degli utensili usati dalla mano, modificano movimenti ed oggetti. (..) in questi studi si esplora come le esperienze del toccare e dell'afferrare conferiscano al linguaggio il suo potere direttivo.(...)"

In rete è disponibile la trascrizione della sua lezione magistrale tenuta a Bologna il 18 settembre del 2009.
Il suo blog lo trovate qui.

Dopo L'uomo artigiano Senneth ha pubblicato "Insieme. Rituali, piaceri, politiche della collaborazione", sulle modalità della partecipazione. Spiega la sua visione in alcuni video, ad esempio qui e qui.

mercoledì 15 maggio 2013

Rassegna Stampa: Anche IL SOLE 24 ORE parla di materne e partecipazione

Meraviglia, e ci conforta, l'aver ricevuto segnalazione di 2 articoli che anche una testata normalmente dedicata al mondo economico ed imprenditoriale, si sia occupata di temi a noi cari. Ecco i collegamenti per leggere:

Milano, la scuola dell'infanzia di via Faravelli in attesa di manutenzione. Aula chiusa per mancanza di fondi

A Milano figli e genitori fanno rivivere l'impianto di via Iseo

Inoltre è disponibile su web Piano straordinario per la messa in sicurezza degli edifici scolastici 2012-2013. Ne troviamo una citazione qui. Nell'articolo è disponibile un commento oltre al documento originale (qui). Ci chiediamo come mai all'interno dell'elenco nella sezione comune di Milano, vi siano tanti istituti "non statali". La sicurezza degli edifici scolastici (ovvero il diritto allo studio) è un principio irrinunciabile. E' meno chiaro se ancora una volta i profitti siano dei privati ed i costi di tutti noi.

lunedì 15 aprile 2013

Finanziamenti alle scuole paritarie private - il referendum di Bologna

Il 26 Maggio a Bologna si voterà per un referendum consultivo per chiedere:

“Quale, fra le seguenti proposte di utilizzo delle risorse finanziarie comunali, indicate in euro 955.500 + 100.000 per l’anno scolastico 2011-2012 nella deliberazione di Consiglio Comunale PG. N. 203732/2011 approvata il 27/09/2011 secondo il vigente sistema delle convenzioni con le scuole d’infanzia paritarie a gestione privata, ritieni più idonea per assicurare il diritto all’istruzione delle bambine e dei bambini che domandano di accedere alla scuola dell’infanzia ?
A) utilizzarle per le scuole comunali e statali
B) utilizzarle per le scuole paritarie private

I promotori del referendum riportano che a Giugno 2012 le famiglie di 423 bambini che avevano chiesto l'iscrizione ad una scuola pubblica risultavano senza posto, mentre nelle scuole private rimanevano 140 posti. “E' il risultato del processo di privatizzazione della scuola pubblica: posti liberi nelle scuole private e liste d'attesa nelle scuole pubblica”.

Se i numeri non sono un'opinione se ne deduce che molte famiglie non hanno le possibilità economiche o non vogliono per scelta accedere ai servizi privati per lo più di ispirazione confessionale.

A Bologna la discussione si è accesa e sono scesi in campo i sostenitori della scelta B, a favore del finanziamento di questo milione di euro alle scuole paritarie private, sostenendo che il sistema integrato pubblico/privato dà una risposta a tutte le famiglie e che solo la legge sulla parità scolastica rende possibile la libertà di scelta dell'istruzione.

Di certo quest'ultimo adagio, secondo cui le risorse statali per la scuola pubblica diminuiranno, rendendo utili degli accordi con dei soggetti privati per aumentare le disponibilità di posti, è conosciuto anche nella città di Milano. Vale la pena ricordare la circolare del 24 Gennaio 2013 con cui il Comune di Milano stanziava 550 mila euro per la convenzione con le materne private per l'anno scolastico in corso. 

Qui a Milano aspettiamo la chiusura delle iscrizioni del 24 aprile, ma probabilmente i genitori, che se lo possono permettere, sono già corsi ai ripari facendo le preiscrizioni alla scuola privata. 
La domanda non è solo cosa faranno le famiglie che la privata non se la possono permettere anche con i finanziamenti oppure coloro che per credo non vogliono mandare i figli alle scuole cattoliche. 
La domanda è cosa si potrebbe fare con i soldi che vengono dati ai privati?
Le famiglie le idee le hanno chiare visto che accettano proposte come le “scuole di legno”, prefabbricati di qualità che aumenterebbero il numero di posti disponibili.
Aspettiamo di vedere il segnale che arriverà dal voto di Bologna e incrociamo le dita, perchè dai Comuni allo Stato si arrivi a sostenere una vera scuola di qualità e per tutti.

Per approfondire e sottoscrivere l'iniziativa promossa da Comitato Articolo 33: link



venerdì 8 marzo 2013

CHIEDOASILO informa - Filo diretto con i genitori di nidi e materne – 07 03 2013


SUPERFICIALITÀ O MALIZIA?

Ancora una volta, come tutti gli anni è arrivato il momento per l'iscrizione ai servizi per l'infanzia. Dopo tutte le segnalazioni, i muti confronti, siamo di nuovo davanti al “ collasso” del portale. Quali sono i problemi, almeno i principali, tralasciando le questioni marginali (che in realtà marginali non sono, ma hanno un impatto quantitativamente circoscritto)?

giovedì 28 febbraio 2013

Uscita la Circolare 2013

E' uscita la Circolare Iscrizioni 2013 (link Circolare materne, link circolare nidi), dopo gli incontri di cosiddetto confronto fra assessorato all’Educazione e Istruzione e rappresentanti dei genitori eletti ai Consigli di Unità Educativa. 

Perché cosiddetto? Come già segnalato nei precedenti post, i rappresentanti, pur riconoscendo “il gesto” e il recepimento da parte dell'amministrazione di diverse istanze espresse a seguito della Circolare 2012, hanno da subito manifestato perplessità sul metodo di partecipazione, di tipo assembleare, con presentazione solo verbale del documento, e senza prevedere una modalità di restituzione strutturata delle eventuali osservazioni. I dubbi sulla reale possibilità di partecipazione sono stati poi confermati dalla Circolare, quando è risultato chiaro che praticamente nessuna delle osservazioni portate dai genitori era stata tenuta in considerazione. 

Cosa ne viene fuori? Iniziamo dalle note positive. Importantissimo in periodo di crisi economica: il riconoscimento dell’ultima situazione lavorativa per i lavoratori che hanno da poco perso il lavoro o percepiscano disoccupazione. E poi multiculturalità non solo a parole, finalmente: traduzione nelle varie lingue almeno delle istruzioni sulla procedura di iscrizione. A quando la traduzione della circolare? Comprenderne le sottigliezze è spesso difficile anche per gli italiani, ancora di più per chi ha una conoscenza meno precisa della lingua.

Ma nell’insieme una Circolare che ancora una volta sembra più un manuale Cencelli che il frutto di un lavoro di medio termine su alcune opzioni di fondo. Rimane ancorato ad una visione tradizionale di mondo del lavoro – un solo lavoro; orari standard, che siano in regime di full o part time –  il sistema dei punteggi per le diverse categorie di lavoratori. Incomprensibile resta il trattamento speciale riservato ai ricercatori, unica categoria lavorativa a non venire identificata tramite il regime orario ma tramite il tipo di contratto. Pare infine impossibile trovare un equilibrio tra principio prossimità – i cui pregi per il benessere del bambino, l’organizzazione famigliare e a livello sistemico sono stati sviscerati anche su questo blog (link)  – e il mantenimento di un minimo di possibilità di scelta del servizio da parte delle famiglie: si passa così dal “liberi tutti!” dell’anno scorso ad un impianto che rende gli open day un esercizio quasi inutile. E poi le sbavature che speriamo sia possibile risolvere caso per caso, come promesso agli incontri: che succede ai fratelli da iscriversi contemporaneamente ad un nuovo ciclo e che non godono perciò dei punti avvicinamento (applicabili solo se c'è un fratello già confermato in un servizio)? C'è modo di riconoscere la situazione - ormai non più così anomala - dei genitori single, i cui compagni non conviventi hanno sì riconosciuto il figlio ma non partecipano al suo mantenimento e alla gestione della vita quotidiana (senza ovviamente premiare chi mantiene solo fittiziamente residenza separata)?

Speriamo che il nuovo Assessore - insediatosi quando il treno era già in corsa - inauguri finalmente un nuovo corso!

venerdì 1 febbraio 2013

Circolare 2013-14

Si sono conclusi gli incontri fra assessorato all’Educazione e Istruzione e genitori neoeletti nei Consigli delle Unità Educative sul tema Cricolare iscrizioni 2013-14 (vedi notizia). In generale, sono stati riconosciuti la volontà di confronto da parte dell'amministrazione e il recepimento di diverse istanze che i genitori avevano espresso a seguito della Circolare 2012-13. Restano perplessità non di poco conto sia nel metodo di partecipazione (di tipo assembleare con presentazione solo verbale del documento e senza prevedere una modialità di restituzione strutturata delle eventuali osservazioni) che in alcuni dei contenuti proposti. E' stata pertanto chiesta una bozza sulla quale gli eletti possano elaborare un documento di osservazioni. In modo che la discussione sia più trasparente, diffusa e ricca di contenuti e punti di vista possibile, invitiamo tutti gli interessati a leggere i resoconti, dibattere sulla ml di chiedoasilo e scrivere commenti sul sito LaMaternaCheVorrei o ChiedoAsilo.


giovedì 24 gennaio 2013

Elezioni 2013: primi dati

Oltre 18 mila votanti complessivi, con incrementi di affluenza alle urne più che doppi rispetto alla precedente tornata elettorale. Per la componente delle famiglie hanno votato quasi 10.000 genitori in più rispetto al 2010. All’epoca avevano scelto i propri rappresentanti poco meno di 6.000 genitori mentre quest’anno sono stati 15.684. Leggi di più sul sito del Comune

mercoledì 23 gennaio 2013

Confronto circolare nuove iscrizioni

Il comune, attraverso le P.O., sta - in queste ore-  convocando i nuovi eletti per un confronto sul tema nuove iscrizioni. Gli incontri avranno luogo per gruppi di zone (1 2 3, 4 5 6, 7 8 9) entro fine mese.
Affinchè ai nuovi eletti arrivino per tempo tutte le segnalazioni , in modo da essere realmente rappresentativi della popolazione delle famiglie interessate, si suggerisce di:
  • mettersi in contatto con gli eletti del proprio servizio /U.E.
  • inserire  i contributi in  questo forum /mailing list, che saranno inoltrati attraverso gli eletti che vi partecipano
Grazie

lunedì 21 gennaio 2013

2013: le questioni aperte


Elezioni concluse. Ora esistono dei nuovi rappresentanti dei genitori. Invitiamo tutti i nuovi eletti, i rappresentanti di classe (cui il nuovo regolamento degli organi collegiali conferisce un ruolo più rilevante) e come sempre tutti i genitori interessati,  a utilizzare il blog di ChiedoAsilo e aderire alla nostra mailinglist,  in modo che la discussione sia sempre più trasparente, diffusa e ricca di contenuti e punti di vista. Non solo il voto, ma la partecipazione quotidiana, nei modi e nei tempi che ciascuno può dare, sono fondamentali per far sì che questa occasione – il riconoscimento di rappresentanti eletti come organo di confronto tra amministrazione e genitori  – possa essere utilizzata nel miglior modo possibile.

Cose in ballo ce ne sono parecchie, e non di poco conto. Due su tutte.

martedì 11 dicembre 2012

Vademecum per le elezioni

I tempi sono ormai strettissimi, e molti di voi si saranno già organizzati. Ricapitoliamo comunque i principali passi per arrivare preparati alle elezioni del 17 gennaio 2013.

lunedì 10 dicembre 2012

Riflettiamo insieme sulla Circolare iscrizioni


I referenti comunali hanno chiesto ai rappresentanti degli ex Poli presenti nell'ultima riunione sulla Carta dei Servizi (4 dicembre 2012) di confrontarsi per la definizione della nuova Circolare iscrizioni.

L'opportunità è molto interessante, ma complessa. Per quanto avvenuto negli anni precedenti, siamo coscienti che non sarà possibile accontentare tutti e non abbiamo dati e conoscenze precise, come negli uffici comunali dovrebbero invece avere, per valutare in anticipo le ricadute di certe scelte piuttosto che altre. Riteniamo, inoltre, che sia dovere del Comune sviluppare la Circolare e compiere le scelte critiche, stimandone gli effetti e ricercando il miglior equilibrio, ma questo non toglie che possiamo portare le nostre esperienze di genitori alla discussione.

Già l'anno scorso alcuni di noi avevano sviluppato delle riflessioni in merito, e adesso potremmo suggerire degli spunti che il Comune potrà approfondire per considerare tanto il "vivere" quotidiano dei fruitori dei servizi quanto alcuni principi sociali e di convivenza inderogabili.

Sarebbe bello se la discussione si sviluppasse su questo forum. Ogni contributo è gradito, meglio se argomentato in modo da renderlo solido per la discussione.

lunedì 3 dicembre 2012

Votazioni per il nuovo organo collegiale

Si rinnovano gli organi collegiali riferiti non piu' ai Poli ma alla Unità Educative (UE).
La data per le votazioni sarà il 17 gennaio 2013.
Sarà possibile eleggere un rappresentante dei genitori per ogni servizi dell'UE.

Sul sito  La Materna che Vorrei ( clicca qui) trovate la delibera che regola le elezioni e l'organo di rappresentanza. Stiamo ancora esaminando la delibera e daremo indicazioni piu' precise.

  Nel frattempo, visto i tempi stretti e le prossime lunghe vacanze natalizie, è importante attivarsi almeno chiedendo/verificando che:

  • presso i propri servizi sia stata affissa la comunicazione di indizione delle elezioni;
  • quali siano i tempi per proporre le candidature (verificate con la vostra funzionaria-P.O.) potrebbe essere nella settimana del 10 dicembre, è una finestra limitata di tempo;
  • quali siano le condizioni per la candidatura (moduli da utilizzare, numero di firme per sostenere la candidatura, etc.)
  • possibilmente chiedere di fissare prima delle vacanze natalizie (ovvero settimana prossima) un consiglio di scuola (in regime di passaggio puo' essere richiesto da un genitore qualsiasi) - a breve metteremo a disposizione un ordine del giorno tipo;
  • sensibilizzare i genitori sull'importanza dell'organo di rappresentanza e ricordare la data delle elezioni.

Nonostante la delusione di molti ex-eletti, siamo sempre convinti che mantenere in vita l'organo di rappresentanza sia indispensabile per vegliare sul rispetto degli impegni presi e sollecitare l'amministrazione pubblica ad un continuo confronto con i fruitori dei servizi per l'infanzia.

Siate presenti, ascoltate, capite, riferite. Candidatevi.

Claudia

venerdì 23 novembre 2012

Maggio 2013

“Maggio 2013” è l’iniziativa con la quale intendiamo coinvolgere tutta la città affinché possa interrogarsi ed esprimersi sulle modalità con cui possiamo prenderci cura dei nostri bambini e della promozione dei servizi per l’infanzia. Il confronto e l’analisi si svilupperanno a partire dai bisogni dei bambini e delle bambine più fragili e dai mutamenti della composizione sociale e demografica della nostra città.


giornata di apertura
24 novembre 2012
Piccolo Teatro Grassi – Via Rovello 2
ore 9,30 -13,00
vedi sezione su portale comune di milano (clicca qui)

venerdì 16 novembre 2012

Il nuovo “Regolamento per l’istituzione degli organi collegiali nei nidi d’infanzia e nelle scuole dell’infanzia comunali”

Milano, 16 novembre 2012 – Una nuova organizzazione delle rappresentanze di nidi e materne comunali. La Giunta ha approvato oggi, su proposta dell’assessorato all’Educazione e Istruzione, il nuovo “Regolamento per l’istituzione degli organi collegiali nei nidi d’infanzia e nelle scuole dell’infanzia comunali”.

Il nuovo Regolamento verrà sottoposto ora all’esame e alla discussione del Consiglio comunale per la definitiva approvazione.

Qui il collegamento alla pagina del portale del comune

giovedì 4 ottobre 2012

Commissioni Mensa A.S. 2012/2013


E' disponibile il calendario delle riunioni con le Commissioni Mensa per il nuovo anno scolastico 2012-13

Primo incontro il 7 novembre in via Quaranta. Per l'elenco dettagliato clicca qui.