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mercoledì 18 maggio 2016

Lettera ai candidati Sindaco dai genitori delle scuole di Milano

Cari candidati sindaco,

siamo genitori dei bambini che frequentano le scuole dinfanzia e i nidi comunali milanesi.
Con questa lettera aperta, alla vigilia delle elezioni, vorremmo chiedervi una presa di posizione politica e di programma rispetto ad alcune questioni che ci stanno a cuore.
Non sono molte, ma sono importanti per le famiglie e i loro figli:

1.        Il potenziamento del personale. Anche a causa di fattori esogeni e non direttamente dipendenti dalla volontà dellAmministrazione, come la crisi economica o il patto di stabilità,  l’organico è ridotto all’osso. Vediamo in dettaglio alcune criticità:
     Compresenza del personale educativo. Nelle scuole dinfanzia, in classi di 27/28 bambini, le due insegnanti sono presenti contemporaneamente solo durante il pranzo e il riposo. Questo non consente di realizzare nella mattinata progetti articolati, attraverso il lavoro in piccoli gruppi, e lo stesso può accadere nei nidi, dove non è raro trovare in orario di uscita una educatrice con 18 bambini.
     Lassegnazione effettiva del personale di supporto (DOA). Durante la gestione Moratti si era iniziato a “sgretolare” il famoso “Modello Milano” dei Servizi allInfanzia, che prevedeva uneducatrice aggiuntiva ogni tre sezioni, per permettere di gestire le cd. assenze temporanee. Attualmente la situazione sullintera città è abbastanza critica: le educatrici assenti spesso vengono sostituite in ritardo o non sostituite proprio, cosicché è frequente il ricorso  a smistamenti dei bambini in altre  sezioni; in qualche caso si addirittura arrivati alla chiusura parziale del servizio.
     Le insegnanti di sostegno per i bambini disabili. La nostra esperienza non è purtroppo positiva su questo tema: sembra che lAmministrazione faccia ostruzionismo nella concessione di personale di sostegno, attraverso percorsi burocratici infiniti, non accogliendo spesso le richieste di sostegno certificate in corso danno e mancando di trasparenza nella definizione delle effettive ore di sostegno che spettano ai bambini disabili. Inoltre, in questi anni si è verificato in alcuni casi (per fortuna pochi) che il sostegno sia stato accordato solo quando i genitori hanno adito le vie legali, passando il messaggio che si tenda ad accontentare chi alza maggiormente la voce.
     La gestione del servizio gratuito di allungamento dellorario base (9.00-16.00), in entrata (a partire dalle 7.30) e in uscita (fino alle 18.00), per i bambini di genitori che lavorano entrambi. La domanda negli ultimi anni è andata aumentando, a causa di dinamiche strutturali quali laumento del lavoro femminile, la destandardizzazione degli orari di lavoro, lassenza di un welfare sostitutivo familiare (i nonni sono sempre più anziani, oppure lavorano o, nel caso delle famiglie straniere, non sono presenti). Il servizio viene tuttavia garantito senza risorse aggiuntive (dallorganico base, a scapito delle compresenze), con forte  stress nellorganizzazione - in particolare in quei quartieri dove lutenza è costituita per lo più da famiglie di classe media o bassa, che non possono permettersi aiuti esterni. Riteniamo che questo servizio vada mantenuto, ed in alcuni contesti locali addirittura potenziato, non a scapito della qualità dellorario base, eventualmente valutando modalità di concorso economico da parte delle famiglie.
     Sostegno per i bambini stranieri neo-arrivati. Per la nostra esperienza non esiste alcun sostegno per l’inserimento dei bambini stranieri neo-arrivati e delle loro famiglie. Le educatrici, nel quadro già faticoso della diminuzione dei tempi della compresenza, si trovano a gestire la presenza in sezione di bambini con cui non riescono a comunicare nemmeno sui più elementari bisogni (mangiamo, ti scappa la pipì); ancora più difficoltosa la comunicazione con le loro madri neo-ricongiunte, che invece potrebbero invece trovare nella scuola un primo momento di integrazione. La situazione non è migliore alle scuole primarie, dove si assiste da anni a un progressivo taglio delle risorse dedicate (Poli Start, facilitatori  di apprendimento, mediatori culturali).
2.        La qualità del nuovo personale inserito nei servizi e la sua formazione è un altro aspetto che ci preoccupa: a fronte di una diminuzione complessiva del personale presente nei Servizi e della trasformazione di alcuni ruoli prima preposti al presidio pedagogico in figure prettamente burocratiche (ad esempio le PO, responsabili dei Servizi), riteniamo che sia necessario investire maggiormente nella preparazione e formazione del personale, sia per quanto concerne  l’aspetto pedagogico sia delle competenze (inglese, arti visive, musica) soprattutto quello di nuovo incarico.
3.        La revisione delle fasce contributive era stata indicato dallAssessorato come un obiettivo dellamministrazione che avrebbe permesso di raggiungere una maggiore equità. Attualmente la retta che le famiglie milanesi devono pagare per usufruire dei servizi allinfanzia comunali (asili nido e mensa) è ripartita in 4 fasce contributive, a seconda del reddito ISEE dichiarato, e nessuna revisione è stata fatta in questi quattro anni.  Per fare solo un esempio, per le stesse prestazioni il Comune di Torino prevede 25 fasce di reddito. Forse troppe, ma in un momento di crisi come lattuale, rimodulare le fasce permetterebbe di ripartire il peso contributivo in maniera più efficace ed equa, a favore  in particolare delle famiglie con redditi medi. Attualmente la fascia massima è prevista per ISEE da 28.000 euro a infinito, ed è del tutto evidente la differenza nella capacità di spesa che passa tra una famiglia ISEE 28.000 e una ISEE 50.000 o più
4.        Rischi di ghettizzazione e squilibri nel rapporto domanda/offerta tra le varie sedi. A livello micro-locale si rilevano dinamiche di evitamento, a seguito della cattiva reputazione delle scuole e/o dellutenza. La rilevazione della soddisfazione dellutenza (customer satisfaction) e la rivisitazione dei bacini di utenza, spesso promesse dallAmministrazione, e indispensabili per avere una analisi seria delle principali problematiche e per migliorare la qualità dei servizi, non sono mai state  realizzata in modo capillare e quantitativo.
5.        La Food policy di Milano e la ristorazione scolastica. In occasione di EXPO il Comune di Milano ha profuso parecchie energie per stabilire delle linee guida in tema di alimentazione sicura e sostenibile. Tuttavia a fronte di questo impegno pubblico il settore della ristorazione scolastica sembra essere rimasto ai margini dellagenda politica. Molto c’è ancora da fare per rendere più efficaci i capitolati con Milano Ristorazione, per far sì che il cibo consumato dai nostri bambini risponda effettivamente a criteri di maggiore sostenibilità (filiera corta, produzione locale, biologico, distribuzione, corredo-pasto). Se pensiamo che Milano Ristorazione gestisce ogni giorno una media di 85.000 pasti ci rendiamo conto di quanto sia importante - sul piano della qualità, delleducazione alimentare e degli impatti sullagricoltura locale e la sostenibilità - agire su questo terreno.
6.        Soluzioni estive di qualità per i bambini. Scuole che finiscono a inizio giugno e riprendono a metà settembre; nonni che lavorano, sono troppo anziani o vivono nei paesi di origine; mamme che sempre meno sono casalinghe. In questo quadro, paradossalmente, l’offerta di case vacanza (le famose colonie!) del Comune è andata progressivamente diminuendo, mentre l’offerta da parte privata di campi estivi è cresciuta di pari passo, ma a costi spesso proibitivi (un campo di 5 giorni in città orario 9.00-17.00, con pranzo portato da casa, costa mediamente intorno ai 200 euro). Per le famiglie meno agiate o con più di un figlio, l’unica alternativa resta l’oratorio. Pensiamo che sia necessario potenziare l’offerta comunale laddove possibile e/o pensare a strumenti di sostegno alle famiglie per l’accesso al privato.
Chiediamo in sostanza l'impegno della futura amministrazione per garantire, migliorare e potenziare il Modello Milano dei servizi all’infanzia. Un modello basato sull’idea - confermata ormai da numerosi studi internazionali che rilevano l’importanza del periodo prescolare nello sviluppo del bambino -  che questi debbano essere servizi educativi e formativi per i bambini, e non servizi assistenziali per le famiglie e le donne che lavorano. Un modello basato sulla motivazione e la qualità del personale e sulla sperimentazione di innovazioni che poi divengono strutturali. Un modello inclusivo, tanto più importante in una società multiculturale in cui la scuola è uno dei principali luoghi di integrazione sociale. Un modello che è stato motivo di orgoglio per la nostra città, riconosciuto in Italia ed all’estero, e che oggi è un elemento imprescindibile per la crescita del capitale umano della nostra città e del nostro Paese.
Grazie per lattenzione. Siamo certi sia di una vostra risposta, sia di una reale presa in considerazione, ora e in futuro, delle nostre argomentazioni.


I genitori di CHIEDOASILO

mercoledì 12 novembre 2014

ELEZIONI DEL CONSIGLIO DI UNITA’ EDUCATIVA

Cari genitori, le elezioni si svolgeranno

MARTEDI’ 2 DICEMBRE DALLE ore 8.00 alle 18.00 presso il vostro servizio.
Il Consiglio di Unità Educativa ha tanta più forza quanto più numerosi sono i candidati e gli elettori che esprimono il voto, perciò

SIETE TUTTI INVITATI A CANDIDARVI E A VOTARE!!!
Ma che cos’è il Consiglio di Unità Educativa??

Il Consiglio di Unità Educativa (o Consiglio Scuola), è composto da genitori (possono candidarsi tutte le mamme e i papà dei bambini iscritti), educatori, personale ausiliario proveniente dalle scuole afferenti, dalla Dirigente della U.E. stessa e da un rappresentante del consiglio di zona ed è l'organo che:
  • definisce il "senso di marcia" dell’U.E.; 
  • redige il suo regolamento interno; 
  • valuta l’offerta formativa delle scuole afferenti e adotta iniziative di arricchimento della stessa; 
  • promuove lo sviluppo delle relazioni genitori – educatori – scuola e il radicamento della stessa U.E. sul territorio come comunità educativa; 
  • verifica il rispetto degli standard di qualità richiesti dalla Carta dei Servizi all’infanzia; 
  • supervisiona il servizio di refezione scolastica coordinandosi con le Commissioni Mensa delle scuole afferenti; 
  • Può attivare attività extrascolastiche proposte dai genitori e intervenire sugli orari del servizio (pre e post scuola). 
E’ quindi un organo estremamente importante per determinare la qualità dei Servizi Educativi a cui afferiscono i nostri bambini, e noi genitori possiamo offrire un valido contributo!!!

Le candidature dei genitori vanno presentate entro Venerdì 14 novembre ore 12.00. Richiedete i moduli alla vostra PO!

giovedì 23 ottobre 2014

Grossista per tutti? Ovvero come scegliere un fornitore di penne a sfera quando ti servono le tempere a dita

Immaginiamo che un grosso Comune decida di fare un appalto per le forniture d’ufficio. Queste forniture ricadono nel generico mondo della cancelleria, quindi riguardano sia gli uffici che le scuole d’infanzia e i nidi in gestione al medesimo Comune.

Ovviamente la scelta del fornitore è stata fatta tramite gara d’appalto perché così dicono i sacri crismi della Pubblica Amministrazione. Peccato che il suddetto fornitore risulti abbastanza caro e peraltro abbia a catalogo grande abbondanza di penne a sfera (alcune anche con i disegnini dei cartoni animati), ma manchi di pennarelli, tempere, colori a dita e pennarelloni per preparare i cartelloni affissi nei graziosi corridoi delle scuole.
Immaginiamo che, alla telefonata della direttrice di un nido di questa grande città, il grossista risponda che in effetti un catalogo specifico per l’infanzia loro non lo hanno, ma che lo costruiranno man mano … Ma siamo a ottobre e tutti sappiamo che le scuole stanno iniziando a fare gli ordini per i lavoretti di Natale, figurarsi la fame di materiale di consumo quotidiano. 

Che cosa succederebbe allora? Forse la direttrice del Nido inizierebbe a disperarsi e a racimolare soldi dai genitori per comprare l’indispensabile per far lavorare i bambini. Magari qualche maestra tirererebbe anche fuori di tasca propria un po’ di soldini per gli acquisti.
Immaginiamo, ma speriamo che questo non succeda a Milano vero? Oppure sta succedendo proprio adesso?
A volte diamo per scontato che la testa di un'Amministrazione sia pensante e non un automa. Nel caso però lo fosse (un automa), chiedere che accenda il cervello è un nostro diritto di cittadini.


giovedì 1 agosto 2013

Guardiamo meglio le graduatorie

Quanti genitori di Milano hanno aspettato per uno o più figli l'uscita delle graduatorie? Il sistema di attribuzione dei punteggi è cambiato così tante volte che ognuno di noi potrebbe citare criteri diversissimi ricordando quando è stato il proprio turno.
Anni fa si registravano giorni e giorni di ritardo nella pubblicazione, oggi almeno è aumentata la puntualità. Ma cosa succede alla data fatidica? Si iniziano a contare gli "accettato" e gli "in attesa di assegnazione".
Quest'anno lo staff di Chiedoasilo ha deciso di analizzare dettagliatamente i dati e interrogarsi sul perché tanti bambini non vengano accolti al nido o alla scuola d'infanzia.
Normalmente l'Ufficio iscrizioni o l'assessore di turno ci rispondono che la situazione si risolverà, che le graduatorie si andranno svuotando "fisiologicamente" entro qualche mese.
Ma questo significa che molte famiglie arrivano a settembre senza sapere dove andranno a scuola i propri figli!
Siccome voi lettori siete tutti genitori, anche se il problema di ritrovarvi "in attesa di assegnazione" non vi è mai capitato, vi renderete comunque conto che quella formula si traduce in un'incertezza insostenibile per una famiglia in cui il papà e la mamma lavorano. Magari ci si può organizzare per il nido, se si trova una nonna volenterosa che si occupi del pupo, ma si può pensare di non mandare un figlio nemmeno alla materna, tenendolo a casa per sei anni? E come arriverà alle elementari il bambino se non ha mai socializzato prima in un gruppo costante e strutturato di coetanei? E se in famiglia tutti parlano un'altra lingua?
Probabilmente tra giugno e luglio la famiglia tenterà in tutti i modi di capire, tramite l'Ufficio iscrizioni o intrufolandosi a scuola, quante chance abbia di ottenere l'ammissione. E poi?
Tornando a noi, abbiamo deciso di rimboccarci le maniche e di analizzare puntualmente le graduatorie pubblicate a luglio.
Cosa ne emerge? Lasciamo a voi l'analisi dei grafici. Noi passeremo i dati alla Rappresentanza Cittadina dei genitori perché li utilizzi negli incontri con l'assessore e i referenti del Settore Educazione. Come cittadini, vorremmo tanto ottenere una risposta a questa fame di posti, magari una qualche forma di pianificazione. Perché non ci è chiaro come mai, per esempio, quando si costruisce un nuovo quartiere non sia obbligatorio costruire contemporaneamente anche una nuova scuola. Non ci è chiaro dove finiscano tanti "oneri di urbanizzazione" che dovrebbero essere finalizzati proprio a questo scopo. Non ci è chiaro perché tanti progetti già appovati siano bloccati e perché gli iter burocratici siano così lunghi. L'abbiamo detto più volte, ormai ci sono "scuole di legno" in bioarchitettura che possono diventare operative in meno di un anno e in seguito abbattono i costi di mantenimento.
Quello a cui teniamo di più è che tutti i bambini possano trovare l'accoglienza e la professionalità che da sempre caratterizzano i servizi all'infanzia del Comune di Milano.
Perché noi, da genitori, abbiamo l'impressione che quei circa 3000 bambini segnati a luglio nelle liste come "in attesa di assegnazione" non troveranno in tempo utile una collocazione nella scuola pubblica. Abbiamo la sensazione che spesso si dovranno rivolgere a un servizio privato come ultima possibilità, e solo per quello spariranno dalle liste d'attesa.
Sarebbe invece bello che il Comune potesse offrire un servizio a tutti e non solo a chi fisiologicamente resiste.

Analisi delle graduatorie pubblicate a Luglio 2013 ( dati da www.comune.milano.it ): 


nei grafici sono rappresentati il numero di bambini che sono stati assegnati rispetto alle graduatorie di giugno e il numero di bambini che ancora non hanno avuto un posto. E' stato inoltre incluso il numero di posti resi disponibili dall'Amministrazione e che possono essere eventualmente accettati se richiesti. I grafici sono stati elaborati dando il dettaglio della zona di decentramento per evidenziare in quali parti della città si rilevano le maggiori liste d'attesa. Durante l'elaborazione sono stati eliminati i duplicati ( non avendo informazione sulla prima preferenza, al fine di considerare il singolo utente e non tutte le preferenze espresse, è stata individuata casualmente fra quelle richieste, una scuola di riferimento, alla quale attribuire la prima scelta).

Scuole d'Infanzia Luglio 2013, assegnati, in attesa e posti ancora disponibili per zone di decentramento di Milano

Nidi e Sez Primavera Luglio 2013, assegnati, in attesa e posti ancora disponibili per zone di decentramento di Milano



lunedì 29 luglio 2013

Asili nidi autogestiti dalle famiglie: una nuova esperienza milanese



In Italia i pionieri dei primi nidi autogestiti dai genitori sono a Reggio Emilia, dove nel 1991 nasce l’Associazione Agorà dalla volontà di alcune famiglie rimaste escluse dalle graduatorie dei Nidi Comunali. Per questa prima esperienza fondamentale è la collaborazione con il Comune di Reggio Emila, che mette a disposizione dell’Associazione, gratuitamente, i locali rispettivamente del nuovo Nido “Nilde Iotti” di Pieve e il Nido “Haiku”, nonchè i servizi di cucina, lavanderia, arredi e alcuni materiali di uso comune.

Nel 1997 si sviluppa un’analoga eseprienza di self-help tra il Comune di Mezzago e famiglie, che porta alla nascita del nido “Pollicino”.* Il Comune di Mezzago aiuta alcuni genitori a fondare l'”Associazione Pollicino” e mette a disposizione i locali inutilizzati della scuola media, fornendo il riscaldamento. Ai genitori i costi per educatrici, ausiliarie, un ragioniere e una coordinatrice. Il risultato è una struttura con una retta finale inferiore a quelle dei nidi privati della zona, che si arricchisce negli anni di una ludoteca e che propone corsi per tutti i mezzaghesi, tipo primo soccorso pediatrico o arte ludica.

La differenza fondamentale tra queste esperienze di nidi autogestiti dai genitori, dove operano educatori professionali, e quelle dei nidi/famiglia è che quest’ultima si propone più come un’esperienza di babysitteraggio mentre nei nidi i bambini sono affidati a personale qualificato, che predispone attività ludiche organizzate.

A Milano, oltre alle già attive esperienze delle scuole steineriane, che nascono però più nella ricerca di una scuola a metodo particolare, abbiamo scoperto l’esperienza di Maddalena Frignito ed Emanuela Leva.** Due madri che rimaste fuori dalle graduatorie nel Comune di Milano si sono organizzate ed hanno aperto il Laboratorio Sottosopra rivolto a bambini dai 6 mesi ai 2 anni e aperto 4 giorni su 5, per 7 ore al giorno. La retta comprende lo spazio e il contratto per la/le educatrice/i e sarà comunque inferiore a quella dei nidi comunali.
L’iniziativa è soprattutto interessante come progetto ci spiega Maddalena: “i genitori saranno coinvolti nell'organizzazione del tutto, ma l'occupazione remunerata, ovvero chi si occuperà del percorso diretto con i bambini, sarà affidata a una persona che ha esperienze di studio in questo settore e con la quale ci si sta confrontando e ci si confronterà su metodi di formazione da sperimentare.
Il genitore quindi non sarà coinvolto dal punto di vista lavorativo, ma diventerà socio di un'associazione - Sottosopra - attraverso la quale sarà organizzato questo laboratorio permanente durante la settimana.
Quello che ci auspichiamo è che un progetto sperimentale, un'esperienza di cooperazione tra genitori, educatrici/tori e bambine/i, seppur piccolissime/i, possa mostrare come sia fattibile e (spesso) più interessante, percorrere strade di auto organizzazione e di reinvenzione della propria città, tra persone che hanno voglia di oltrepassare i limiti che questa può avere, costruendo nuove possibilità.”
L’iniziativa di Maddalena ed Emanuela è molto interessante e come genitori milanesi ci auguriamo che anche il Comune di Milano decida di supportare queste iniziative, che possano rappresentare una nuova risorsa nel ventaglio dei servizi all’infanzia della nostra città.

* L'albero e le parole, del sociologo Sergio De La Pierre (Franco Angeli, 2011);
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