Per chi non lo avesse notato, da pochi mesi il Settore Educazione e infanzia - Ufficio iscrizioni, pubblica settimanalmente la revisione aggiornata delle graduatorie. Questo certo non crea posti aggiuntivi, né risolve i mille problemi legati all'iscrizione, ai trasferimenti ed ai riavvicinamenti di fratelli denunciati piu volte su questo blog e dai rappresentanti eletti.
Se tuttavia con i nostri contributi in merito su questo blog, abbiamo anche solo minimamente indotto il Settore a lavorare sulla trasparenza, ne siamo felici, e ci sentiamo spronati a continuare anche su questa strada.
Per dovere di cronaca segnaliamo invece che i genitori eletti nei Consigli di Unità Educativa in rappresentanza delle 9 Zone ancora non hanno ottenuto, nonostante le numerose iniziative e sollecitazioni, la costituzione formale del tavolo della Rappresentanza Cittadina. Diverse complicazioni burocratiche ne hanno rallentato l'ufficializzazione, non da ultimo il cambio ai vertici del Settore (che si stà compiendo in queste settimane), impedendo di fatto la sinergia tra genitori e gestori del servizio che costituisce il senso di questi organi collegiali. Da poche ore è stata fissata la prima convocazione ufficiale (per la costituzione formale) per il mese di novembre.
La Rappresentanza Cittadina-componente genitori, con cui siamo costantemente in contatto, insiste nel frattempo nel segnalare a chi di competenza le numerose questioni ancora aperte, e contribuisce a supportare attraverso un confronto diretto e nell'interpretazione dei regolamenti l'impegno e il lavoro di presidenti ed eletti nei diversi CdUE cittadini. Proprio questi organi intermedi costituiscono uno strumento essenziale a livello locale e hanno dimostrato di poter "fare la differenza", se ben gestiti, in temi importanti come la manutenzione delle strutture, la copertura del sostegno ai disabili o la modulazione degli orari.
Augurandoci che l'approccio del nuovo Direttore aiuti a ricostruire un rapporto sereno e consapevole tra gestore e fruitore dei servizi, per una volta vorremmo ringraziare chi partecipa, segue e diffonde le notizie di questo blog.
mammechiedoasilo
mercoledì 6 novembre 2013
lunedì 30 settembre 2013
Chiedoasilo per i tagli agli asili!
E' di qualche giorno fa la notizia che il Comune vuole ridurre di 1,2 milioni di euro i contributi alle scuole materne private. Ammettiamo che al leggere l'articolo in proposito su La Repubblica, 20 settembre 2013 siamo rimasti un po' basiti.
Secondo don Michele Di Tolve, responsabile della pastorale scolastica
per la Diocesi ambrosiana «Quanto prospettato metterebbe in seria
difficoltà molte famiglie degli alunni e tanti lavoratori delle scuole
paritarie, che fanno parte del sistema integrato dell’educazione». [...] Michele Ricupati,
presidente dell’Agesc l’Associazione genitori scuole cattoliche di
Milano dice «Ci mobiliteremo: per far tornare i conti comunali non si
può
tagliare sugli asili. Così, le scuole cattoliche potranno accogliere
solo chi
può pagare la retta, mentre scuola pubblica può prendere ricchi e poveri». [...] Soddisfazione, invece, da parte dei genitori di Chiedo Asilo,
associazione laica... Leggi l'intera notizia
Insomma Chiedoasilo è per i tagli agli asili.
Peccato che il sistema delle materne pubbliche e private di cui parla don Di Tolve NON è
integrato. Se cosi fosse, non ci dovrebbe forse essere una graduatoria comune e comuni
criteri di accesso, come avviene fra nidi comunali e accreditati? E una retta omologata al pubblico (o quanto meno calmierata)? E forse anche un minimo di integrazione sui POF?
Ci troviamo inoltre costretti rivelare che la scuola privata cattolica è già per chi se la può permettere. Il che, si veda bene, non significa essere ricchi sfondati, ma comunque avere un reddito che consente di investire almeno qualche centinaio di euro mensili per la scuola materna.
Insomma, ben venga un sistema integrato, se questo può permettere di aumentare l'offerta a costi ragionevoli per il pubblico. Ma che sia un sistema davvero integrato, con comuni
criteri di accesso, graduatoria comune e via dicendo.
In una cosa però Ricupati ha perfettamente ragione: per far tornare i conti comunali non si può
tagliare sugli asili. Troppo spesso nel nome della carenza di risorse al sistema pubblico vengono inferti tagli tout court. A questo proposito chiediamo al Sindaco Pisapia e agli Ass.ri Balzani e Cappelli un impegno: che questi 1,2 milioni di euro vadano effettivamente alle scuole dell'infanzia comunali e non siano solo una toppa per il bilancio comunale. Che questi 1,2 milioni di euro servano a garantire la qualità della scuola
pubblica per tutti: a offrire una opportunità per le fascie più disagiate; e ad offrire un servizio interessante per l'utenza "ricca" che può
altrimenti scappare al privato innescando fenomeni di ghetitzzazione.
venerdì 13 settembre 2013
E' tempo di Glasnost
Siamo a settembre, materne e nidi sono aperti.
Ricapitoliamo qualche ragionamento di questi ultimi mesi.
Rispetto ad alcuni commenti apparsi sul blog relativamente al post http://chiedoasilo-milano.blogspot.it/2013/08/guardiamo-meglio-le-graduatorie.html , vorremmo fare alcune precisazioni.
La prima riguarda la scientificità dell'analisi. Ci si accusa di spacciare per analisi qualche tabella. Certo, siamo partiti da dati parziali e non strutturati. Nonostante questo abbiamo ricostruito un quadro che permette una visione ampia e trasversale sullo stato della disponibilità dei servizi. O perlomeno ne suggerisce alcune considerazioni. Eravamo certi di non ricevere un Nobel, ma valeva l'esempio, di come, con poche energie, ma un minimo di impegno e volontà di trasparenzasi può fare un'analisi che dia un quadro d'insieme e porti alla luce le situazione più critiche. Sembra che “i genitori critichino sempre”, ma se fosse fatto uno sforzo in più per far comprendere la situazione sarebbe forse più facile condividere le problematiche.
Vorremmo tanto che il Settore mostrasse con più coraggio la verità : siamo certi che a fronte di tanti problemi esistono anche casi virtuosi. Tutto invece finisce in questo modo in un pentolone di comunicati stampa spesso volutamente inconfrontabili fra loro.
Ricordiamoci che la trasparenza è il miglior strumento per recuperare la fiducia, nella misura in cui gli utenti possono verificare in ogni momento la coerenza tra cio' che vivono e le notizie diffuse dal Settore (per ora frequentemente i due divergono). A poco valgono i comunicati stampa del Comune sull'assegnazione di nuovo personale ai servizi ( ad esempio qui) se poi si rileva che in buona parte dei casi sono coperture per il personale che ha maturato il pensionamento.
Durante lo scorso anno scolastico la Rappresentanza Cittadina (ancorché non formalmente costituita, ha operato per la componente genitori come a regime) utilizzò un facile ed immediato parametro per valutare la presenza di personale educativo: non il solito numero di assunzioni tout court o di personale di ruolo che non tiene conto dei pensionamenti, dei permessi, delle assenze giustificate), ma banalmente il numero di smistamenti delle sezioni.
Con "smistamento" si intende quando una sezione, per mancanza di personale, viene nel corso della giornata suddivisa e trasferita nelle altre sezioni. A tutti sarà successo di arrivare al servizio per ritirare il cucciolo e trovare un cartello sulla porta che indicava che, per via di un imprevisto, i bambini erano stati suddivisi e “smistati” a gruppi nelle altre classi. La cosa di per se è meritevole, il servizio cerca in ogni modo di dare un supporto alle famiglie anche nei momenti di difficoltà, accettando qualche piccolo disagio anziché mandare i bimbi a casa anticipatamente. Meritevole se limitata nel tempo però. Bene, l’anno scorso, in un servizio di Milano ci sono stati 110 smistamenti ( leggi qui ). Che vuol dire non l'eccezione ma la normalità.
Ecco perché riteniamo serva maggior trasparenza.
Quindi, per completare questo primo punto, e preso atto che nessun comunicato stampa puo' smentire gli elenchi dei bambini in attesa appesi fuori dai portoni dei servizi, alleghiamo un ultima immagine che inizia a mappare per tutta la città i numeri relativi alle graduatorie di luglio per le scuole materne: posti disponibili e domande in attesa.
L'immagine[1], costruita con un GIS (geographic Information System, nello specifico una versione opensource) associa dati disponibili su milano.opendata a i punti geografici di una mappa: immaginate Geoschool (il portale del comune per individuare i servizi disponibili al momento dell’iscrizione), ma con altre informazioni.
Per ora si riconosce la struttura viaria della città, sono riportate le scuole primarie e le aree verdi. Altre informazioni vanno aggiunte per poter iniziare a ragionare sui motivi di concentrazione di domande in alcuni servizi e di abbandono di altri. Motivo che non puo' essere banalmente ricondotto alla simpatia di alcune maestre o alla struttura fatiscente. Esiste, a nostro avviso, un tema più strutturato di vivibilità della città. Ma con qualche analisi trasversale questi fenomeni potrebbero fornire utili elementi per una pianificazione di qualità. Recuperare in extremis una o due sezioni laddove molte richieste vengono presentate è più un modo per recuperare consenso elettorale che ragionare sulla qualità di vita dell'intera città.
Le risposte degli addetti del Settore alle lamentele per le lunghe liste d'attesa ruotano sempre attorno ai soliti ritornelli : i dati che vedete sono parziali, presentano richieste duplicate, non tengono conto delle rinunce, non sono ancora stati depennati dagli elenchi i confermati nelle materne statali, l'anno scorso era peggio etc. etc.; siamo ormai abituati.
Perchè i dati sono parziali, da interpretare e così via? Perchè non vengono dichiarati e giustificati i dati verificati? Chi nasconde i dati e fornisce solo numeri estratti ad hoc per dire cio' che vuole ha il potere in mano. La conoscenza è potere, per queste stesse persone la trasparenza è debolezza, fragilità.
Vorremmo tanto che si capisse che la trasparenza puo' essere una forza (soprattutto se si hanno cose positive da dire), e NON vogliamo più sentirci dire che le liste d'attesa alle materne si riducono fisiologicamente per via delle molte rinunce. Mentre nei nidi il fenomeno della rinuncia è comprensibile (si è costretti ad iscrivere il pargolo molto presto ed una famiglia puo', al momento dell'inizio d'anno, non sentirsi pronta a lasciare il cucciolo), nelle materne è esclusivamente dovuto alla necessità di dare una certezza pedagogica (al bambino) nonché organizzativa (alla famiglia). Se i servizi comunali non la possono garantire , chi puo' -la certezza - se la cerca altrove. Quindi il non fornire un dimensionamento adeguato è solo figlio della volontà di far divergere le famiglie su servizi non comunali (ed abbattere i costi del settore).
Detto questo si apprezza, e ci si augura che sia un percorso serio, la scelta di verificare analiticamente le domande di esenzione /riduzione di rette che ogni anno vengono presentate, nonché valutare una rimodulazione delle fasce di contribuzione. Sarebbe un gran segnale di civiltà (un inizio di trasparenza? Speriamo bilaterale) e magari si recuperano anche tanti bei soldini utili (dai nidi e per i nidi).
Rimane una domanda di fondo: ma perchè non l'hanno fatto prima????!!!!
__________________________________________________________________________
[1]I dati riportati sono relativi alle graduatorie pubblica a luglio 2013. Visto i cambiamenti marginali riscontrabili nella graduatorie aggiornate pubblicate a settembre, le elaborazioni non sono state aggiornate.
Ricapitoliamo qualche ragionamento di questi ultimi mesi.
Rispetto ad alcuni commenti apparsi sul blog relativamente al post http://chiedoasilo-milano.blogspot.it/2013/08/guardiamo-meglio-le-graduatorie.html , vorremmo fare alcune precisazioni.
La prima riguarda la scientificità dell'analisi. Ci si accusa di spacciare per analisi qualche tabella. Certo, siamo partiti da dati parziali e non strutturati. Nonostante questo abbiamo ricostruito un quadro che permette una visione ampia e trasversale sullo stato della disponibilità dei servizi. O perlomeno ne suggerisce alcune considerazioni. Eravamo certi di non ricevere un Nobel, ma valeva l'esempio, di come, con poche energie, ma un minimo di impegno e volontà di trasparenzasi può fare un'analisi che dia un quadro d'insieme e porti alla luce le situazione più critiche. Sembra che “i genitori critichino sempre”, ma se fosse fatto uno sforzo in più per far comprendere la situazione sarebbe forse più facile condividere le problematiche.
Vorremmo tanto che il Settore mostrasse con più coraggio la verità : siamo certi che a fronte di tanti problemi esistono anche casi virtuosi. Tutto invece finisce in questo modo in un pentolone di comunicati stampa spesso volutamente inconfrontabili fra loro.
Ricordiamoci che la trasparenza è il miglior strumento per recuperare la fiducia, nella misura in cui gli utenti possono verificare in ogni momento la coerenza tra cio' che vivono e le notizie diffuse dal Settore (per ora frequentemente i due divergono). A poco valgono i comunicati stampa del Comune sull'assegnazione di nuovo personale ai servizi ( ad esempio qui) se poi si rileva che in buona parte dei casi sono coperture per il personale che ha maturato il pensionamento.
Durante lo scorso anno scolastico la Rappresentanza Cittadina (ancorché non formalmente costituita, ha operato per la componente genitori come a regime) utilizzò un facile ed immediato parametro per valutare la presenza di personale educativo: non il solito numero di assunzioni tout court o di personale di ruolo che non tiene conto dei pensionamenti, dei permessi, delle assenze giustificate), ma banalmente il numero di smistamenti delle sezioni.
Con "smistamento" si intende quando una sezione, per mancanza di personale, viene nel corso della giornata suddivisa e trasferita nelle altre sezioni. A tutti sarà successo di arrivare al servizio per ritirare il cucciolo e trovare un cartello sulla porta che indicava che, per via di un imprevisto, i bambini erano stati suddivisi e “smistati” a gruppi nelle altre classi. La cosa di per se è meritevole, il servizio cerca in ogni modo di dare un supporto alle famiglie anche nei momenti di difficoltà, accettando qualche piccolo disagio anziché mandare i bimbi a casa anticipatamente. Meritevole se limitata nel tempo però. Bene, l’anno scorso, in un servizio di Milano ci sono stati 110 smistamenti ( leggi qui ). Che vuol dire non l'eccezione ma la normalità.
Ecco perché riteniamo serva maggior trasparenza.
Quindi, per completare questo primo punto, e preso atto che nessun comunicato stampa puo' smentire gli elenchi dei bambini in attesa appesi fuori dai portoni dei servizi, alleghiamo un ultima immagine che inizia a mappare per tutta la città i numeri relativi alle graduatorie di luglio per le scuole materne: posti disponibili e domande in attesa.
L'immagine[1], costruita con un GIS (geographic Information System, nello specifico una versione opensource) associa dati disponibili su milano.opendata a i punti geografici di una mappa: immaginate Geoschool (il portale del comune per individuare i servizi disponibili al momento dell’iscrizione), ma con altre informazioni.
![]() |
| Legenda: Rosso (numero bambini in lista), azzurro (numero posti disponibili), verde (servizi a regime), triangolo nero (scuole primarie) |
Le risposte degli addetti del Settore alle lamentele per le lunghe liste d'attesa ruotano sempre attorno ai soliti ritornelli : i dati che vedete sono parziali, presentano richieste duplicate, non tengono conto delle rinunce, non sono ancora stati depennati dagli elenchi i confermati nelle materne statali, l'anno scorso era peggio etc. etc.; siamo ormai abituati.
Perchè i dati sono parziali, da interpretare e così via? Perchè non vengono dichiarati e giustificati i dati verificati? Chi nasconde i dati e fornisce solo numeri estratti ad hoc per dire cio' che vuole ha il potere in mano. La conoscenza è potere, per queste stesse persone la trasparenza è debolezza, fragilità.
Vorremmo tanto che si capisse che la trasparenza puo' essere una forza (soprattutto se si hanno cose positive da dire), e NON vogliamo più sentirci dire che le liste d'attesa alle materne si riducono fisiologicamente per via delle molte rinunce. Mentre nei nidi il fenomeno della rinuncia è comprensibile (si è costretti ad iscrivere il pargolo molto presto ed una famiglia puo', al momento dell'inizio d'anno, non sentirsi pronta a lasciare il cucciolo), nelle materne è esclusivamente dovuto alla necessità di dare una certezza pedagogica (al bambino) nonché organizzativa (alla famiglia). Se i servizi comunali non la possono garantire , chi puo' -la certezza - se la cerca altrove. Quindi il non fornire un dimensionamento adeguato è solo figlio della volontà di far divergere le famiglie su servizi non comunali (ed abbattere i costi del settore).
Detto questo si apprezza, e ci si augura che sia un percorso serio, la scelta di verificare analiticamente le domande di esenzione /riduzione di rette che ogni anno vengono presentate, nonché valutare una rimodulazione delle fasce di contribuzione. Sarebbe un gran segnale di civiltà (un inizio di trasparenza? Speriamo bilaterale) e magari si recuperano anche tanti bei soldini utili (dai nidi e per i nidi).
Rimane una domanda di fondo: ma perchè non l'hanno fatto prima????!!!!
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[1]I dati riportati sono relativi alle graduatorie pubblica a luglio 2013. Visto i cambiamenti marginali riscontrabili nella graduatorie aggiornate pubblicate a settembre, le elaborazioni non sono state aggiornate.
giovedì 12 settembre 2013
Graduatorie
Sono uscite le nuove graduatorie per nidi e materne consultabili al sito del Comune.
In attesa che le nostre esperte analizzino i dati, un po' di rassegna stampa sul tema.
Vita.it, 25 luglio 2013 Andamenti delle iscrizioni ai nidi in Italia, dati dell'Istat
giovedì 1 agosto 2013
Guardiamo meglio le graduatorie
Quanti
genitori di Milano hanno aspettato per uno o più figli l'uscita delle
graduatorie? Il sistema di attribuzione dei punteggi è cambiato così
tante volte che ognuno di noi potrebbe citare criteri diversissimi
ricordando quando è stato il proprio turno.
Anni fa si registravano giorni e giorni di ritardo nella pubblicazione, oggi almeno è aumentata la
puntualità. Ma cosa succede alla data fatidica? Si iniziano a contare
gli
"accettato" e gli "in attesa di assegnazione".
Quest'anno lo staff di Chiedoasilo ha deciso di analizzare dettagliatamente i dati e interrogarsi sul
perché tanti bambini non vengano accolti al nido o alla scuola d'infanzia.
Normalmente
l'Ufficio iscrizioni o l'assessore di turno ci rispondono che la
situazione si risolverà, che le graduatorie si andranno svuotando
"fisiologicamente" entro qualche mese.
Ma questo significa che molte famiglie arrivano a settembre senza sapere dove andranno a scuola i propri figli!
Siccome
voi lettori siete tutti genitori, anche se il problema di ritrovarvi
"in attesa di assegnazione" non vi è mai capitato, vi renderete
comunque conto che quella formula si traduce in un'incertezza
insostenibile per una
famiglia in cui il papà e la mamma lavorano. Magari ci si può
organizzare per il nido, se si
trova una nonna volenterosa che si occupi del pupo, ma si
può pensare di non mandare un figlio nemmeno alla materna, tenendolo a
casa per sei anni? E come arriverà alle elementari il bambino se non ha
mai socializzato prima in un gruppo costante e strutturato di coetanei? E
se in famiglia tutti parlano un'altra lingua?
Probabilmente tra giugno e luglio la famiglia tenterà in tutti i modi di
capire, tramite l'Ufficio iscrizioni o intrufolandosi a scuola, quante chance abbia di ottenere l'ammissione. E poi?
Tornando a noi, abbiamo deciso di rimboccarci le maniche e di analizzare puntualmente le graduatorie pubblicate a luglio.
Cosa
ne emerge? Lasciamo a voi l'analisi dei grafici. Noi passeremo i dati
alla Rappresentanza Cittadina dei genitori perché
li utilizzi negli incontri con l'assessore e i referenti del Settore
Educazione. Come cittadini, vorremmo tanto ottenere una risposta a
questa fame di posti, magari una qualche
forma di
pianificazione. Perché non ci è chiaro come mai, per esempio, quando si
costruisce un nuovo
quartiere non sia obbligatorio costruire contemporaneamente anche
una nuova scuola. Non ci è chiaro dove finiscano tanti "oneri di
urbanizzazione" che dovrebbero essere finalizzati proprio a questo
scopo. Non ci è chiaro perché tanti progetti già appovati siano bloccati
e perché gli iter burocratici siano così lunghi. L'abbiamo
detto più volte, ormai ci sono "scuole di legno" in bioarchitettura che
possono diventare operative in meno di un anno e in seguito abbattono i
costi di mantenimento.
Quello a cui teniamo di più è che tutti i bambini possano trovare l'accoglienza e la professionalità che da sempre caratterizzano
i servizi all'infanzia del Comune di Milano.
Perché noi, da
genitori, abbiamo l'impressione che quei circa 3000 bambini segnati
a luglio nelle liste come "in attesa di assegnazione" non troveranno in tempo utile una
collocazione nella scuola pubblica. Abbiamo la sensazione che spesso si dovranno rivolgere a un
servizio privato come ultima possibilità, e solo per quello spariranno dalle liste d'attesa.
Sarebbe invece bello che il
Comune potesse offrire un servizio a tutti e non solo a chi
fisiologicamente resiste.
Analisi delle graduatorie pubblicate a Luglio 2013 ( dati da www.comune.milano.it ):
nei grafici sono rappresentati il numero di bambini che sono stati assegnati rispetto alle graduatorie di giugno e il numero di bambini che ancora non hanno avuto un posto. E' stato inoltre incluso il numero di posti resi disponibili dall'Amministrazione e che possono essere eventualmente accettati se richiesti. I grafici sono stati elaborati dando il dettaglio della zona di decentramento per evidenziare in quali parti della città si rilevano le maggiori liste d'attesa. Durante l'elaborazione sono stati eliminati i duplicati ( non avendo informazione sulla prima preferenza, al fine di considerare il singolo utente e non tutte le preferenze espresse, è stata individuata casualmente fra quelle richieste, una scuola di riferimento, alla quale attribuire la prima scelta).
| Scuole d'Infanzia Luglio 2013, assegnati, in attesa e posti ancora disponibili per zone di decentramento di Milano |
| Nidi e Sez Primavera Luglio 2013, assegnati, in attesa e posti ancora disponibili per zone di decentramento di Milano |
lunedì 29 luglio 2013
Asili nidi autogestiti dalle famiglie: una nuova esperienza milanese
In Italia i pionieri dei primi nidi autogestiti dai genitori sono a Reggio
Emilia, dove nel 1991 nasce l’Associazione Agorà dalla volontà di alcune
famiglie rimaste escluse dalle graduatorie dei Nidi Comunali. Per questa prima
esperienza fondamentale è la collaborazione con il Comune di Reggio Emila, che
mette a disposizione dell’Associazione, gratuitamente, i locali rispettivamente
del nuovo Nido “Nilde Iotti” di Pieve e il Nido “Haiku”, nonchè i servizi di
cucina, lavanderia, arredi e alcuni materiali di uso comune.
Nel 1997 si sviluppa un’analoga eseprienza di self-help tra il Comune di
Mezzago e famiglie, che porta alla nascita del nido “Pollicino”.* Il Comune di
Mezzago aiuta alcuni genitori a fondare l'”Associazione Pollicino” e mette a
disposizione i locali inutilizzati della scuola media, fornendo il
riscaldamento. Ai genitori i costi per educatrici, ausiliarie, un ragioniere e
una coordinatrice. Il risultato è una struttura con una retta finale inferiore
a quelle dei nidi privati della zona, che si arricchisce negli anni di una
ludoteca e che propone corsi per tutti i mezzaghesi, tipo primo soccorso pediatrico
o arte ludica.
La differenza fondamentale tra queste esperienze di nidi autogestiti dai
genitori, dove operano educatori professionali, e quelle dei nidi/famiglia è
che quest’ultima si propone più come un’esperienza di babysitteraggio mentre
nei nidi i bambini sono affidati a personale qualificato, che predispone
attività ludiche organizzate.
A Milano, oltre alle già attive esperienze delle scuole steineriane, che
nascono però più nella ricerca di una scuola a metodo particolare, abbiamo
scoperto l’esperienza di Maddalena Frignito ed Emanuela Leva.** Due madri che rimaste
fuori dalle graduatorie nel Comune di Milano si sono organizzate ed hanno
aperto il Laboratorio Sottosopra rivolto a bambini dai 6 mesi ai 2 anni e
aperto 4 giorni su 5, per 7 ore al giorno. La retta comprende lo spazio e il contratto
per la/le educatrice/i e sarà comunque inferiore a quella dei nidi comunali.
L’iniziativa è soprattutto interessante come progetto ci spiega Maddalena: “i
genitori saranno coinvolti nell'organizzazione del tutto, ma l'occupazione
remunerata, ovvero chi si occuperà del percorso diretto con i bambini, sarà
affidata a una persona che ha esperienze di studio in questo settore e con la
quale ci si sta confrontando e ci si confronterà su metodi di formazione da
sperimentare.
Il genitore quindi non sarà coinvolto dal punto di vista lavorativo, ma
diventerà socio di un'associazione - Sottosopra - attraverso la quale sarà
organizzato questo laboratorio permanente durante la settimana.
Quello che ci auspichiamo è che un progetto sperimentale, un'esperienza di
cooperazione tra genitori, educatrici/tori e bambine/i, seppur piccolissime/i,
possa mostrare come sia fattibile e (spesso) più interessante, percorrere
strade di auto organizzazione e di reinvenzione della propria città, tra
persone che hanno voglia di oltrepassare i limiti che questa può avere,
costruendo nuove possibilità.”
L’iniziativa di Maddalena ed Emanuela è molto interessante e come genitori
milanesi ci auguriamo che anche il Comune di Milano decida di supportare queste
iniziative, che possano rappresentare una nuova risorsa nel ventaglio dei
servizi all’infanzia della nostra città.
* L'albero e le parole, del sociologo Sergio De La Pierre
(Franco Angeli, 2011);
**
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