venerdì 13 settembre 2013

E' tempo di Glasnost

Siamo a settembre, materne e nidi sono aperti.

Ricapitoliamo qualche ragionamento di questi ultimi mesi.

Rispetto ad alcuni commenti apparsi sul blog relativamente al post http://chiedoasilo-milano.blogspot.it/2013/08/guardiamo-meglio-le-graduatorie.html , vorremmo fare alcune precisazioni.

La prima riguarda la scientificità dell'analisi. Ci si accusa di spacciare per analisi qualche tabella. Certo, siamo partiti da dati parziali e non strutturati. Nonostante questo abbiamo ricostruito un quadro che permette una visione ampia e trasversale sullo stato della disponibilità dei servizi. O perlomeno ne suggerisce alcune considerazioni. Eravamo certi di non ricevere un Nobel, ma valeva l'esempio, di come, con poche energie, ma un minimo di impegno e volontà di trasparenzasi può fare un'analisi che dia un quadro d'insieme e porti alla luce le situazione più critiche. Sembra che “i genitori critichino sempre”, ma se fosse fatto uno sforzo in più per far comprendere la situazione sarebbe forse più facile condividere le problematiche.

Vorremmo tanto che il Settore mostrasse con più coraggio la verità : siamo certi che a fronte di tanti problemi esistono anche casi virtuosi. Tutto invece finisce in questo modo in un pentolone di comunicati stampa spesso volutamente inconfrontabili fra loro.

Ricordiamoci che la trasparenza è il miglior strumento per recuperare la fiducia, nella misura in cui gli utenti possono verificare in ogni momento la coerenza tra cio' che vivono e le notizie diffuse dal Settore (per ora frequentemente i due divergono). A poco valgono i comunicati stampa del Comune sull'assegnazione di nuovo personale ai servizi ( ad esempio qui) se poi si rileva che in buona parte dei casi sono coperture per il personale che ha maturato il pensionamento.

Durante lo scorso anno scolastico la Rappresentanza Cittadina (ancorché non formalmente costituita, ha operato per la componente genitori come a regime) utilizzò un facile ed immediato parametro per valutare la presenza di personale educativo: non il solito numero di assunzioni tout court o di personale di ruolo che non tiene conto dei pensionamenti, dei permessi, delle assenze giustificate), ma banalmente il numero di smistamenti delle sezioni.

Con "smistamento" si intende quando una sezione, per mancanza di personale, viene nel corso della giornata suddivisa e trasferita nelle altre sezioni. A tutti sarà successo di arrivare al servizio per ritirare il cucciolo e trovare un cartello sulla porta che indicava che, per via di un imprevisto, i bambini erano stati suddivisi e “smistati” a gruppi nelle altre classi. La cosa di per se è meritevole, il servizio cerca in ogni modo di dare un supporto alle famiglie anche nei momenti di difficoltà, accettando qualche piccolo disagio anziché mandare i bimbi a casa anticipatamente. Meritevole se limitata nel tempo però. Bene, l’anno scorso, in un servizio di Milano ci sono stati 110 smistamenti ( leggi qui ). Che vuol dire non l'eccezione ma la normalità.

Ecco perché riteniamo serva maggior trasparenza.

Quindi, per completare questo primo punto, e preso atto che nessun comunicato stampa puo' smentire gli elenchi dei bambini in attesa appesi fuori dai portoni dei servizi, alleghiamo un ultima immagine che inizia a mappare per tutta la città i numeri relativi alle graduatorie di luglio per le scuole materne: posti disponibili e domande in attesa.

L'immagine[1], costruita con un GIS (geographic Information System, nello specifico una versione opensource) associa dati disponibili su milano.opendata a i punti geografici di una mappa: immaginate Geoschool (il portale del comune per individuare i servizi disponibili al momento dell’iscrizione), ma con altre informazioni.

Legenda: Rosso (numero bambini in lista), azzurro (numero posti disponibili), verde (servizi a regime), triangolo nero (scuole primarie)
Per ora si riconosce la struttura viaria della città, sono riportate le scuole primarie e le aree verdi. Altre informazioni vanno aggiunte per poter iniziare a ragionare sui motivi di concentrazione di domande in alcuni servizi e di abbandono di altri. Motivo che non puo' essere banalmente ricondotto alla simpatia di alcune maestre o alla struttura fatiscente. Esiste, a nostro avviso, un tema più strutturato di vivibilità della città. Ma con qualche analisi trasversale questi fenomeni potrebbero fornire utili elementi per una pianificazione di qualità. Recuperare in extremis una o due sezioni laddove molte richieste vengono presentate è più un modo per recuperare consenso elettorale che ragionare sulla qualità di vita dell'intera città.

Le risposte degli addetti del Settore alle lamentele per le lunghe liste d'attesa ruotano sempre attorno ai soliti ritornelli : i dati che vedete sono parziali, presentano richieste duplicate, non tengono conto delle rinunce, non sono ancora stati depennati dagli elenchi i confermati nelle materne statali, l'anno scorso era peggio etc. etc.; siamo ormai abituati.

Perchè i dati sono parziali, da interpretare e così via? Perchè non vengono dichiarati e giustificati i dati verificati? Chi nasconde i dati e fornisce solo numeri estratti ad hoc per dire cio' che vuole ha il potere in mano. La conoscenza è potere, per queste stesse persone la trasparenza è debolezza, fragilità.

Vorremmo tanto che si capisse che la trasparenza puo' essere una forza (soprattutto se si hanno cose positive da dire), e NON vogliamo più sentirci dire che le liste d'attesa alle materne si riducono fisiologicamente per via delle molte rinunce. Mentre nei nidi il fenomeno della rinuncia è comprensibile (si è costretti ad iscrivere il pargolo molto presto ed una famiglia puo', al momento dell'inizio d'anno, non sentirsi pronta a lasciare il cucciolo), nelle materne è esclusivamente dovuto alla necessità di dare una certezza pedagogica (al bambino) nonché organizzativa (alla famiglia). Se i servizi comunali non la possono garantire , chi puo' -la certezza - se la cerca altrove. Quindi il non fornire un dimensionamento adeguato è solo figlio della volontà di far divergere le famiglie su servizi non comunali (ed abbattere i costi del settore).

Detto questo si apprezza, e ci si augura che sia un percorso serio, la scelta di verificare analiticamente le domande di esenzione /riduzione di rette che ogni anno vengono presentate, nonché valutare una rimodulazione delle fasce di contribuzione. Sarebbe un gran segnale di civiltà (un inizio di trasparenza? Speriamo bilaterale) e magari si recuperano anche tanti bei soldini utili (dai nidi e per i nidi).

Rimane una domanda di fondo: ma perchè non l'hanno fatto prima????!!!!

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[1]I dati riportati sono relativi alle graduatorie pubblica a luglio 2013. Visto i cambiamenti marginali riscontrabili nella graduatorie aggiornate pubblicate a settembre, le elaborazioni non sono state aggiornate.

giovedì 1 agosto 2013

Guardiamo meglio le graduatorie

Quanti genitori di Milano hanno aspettato per uno o più figli l'uscita delle graduatorie? Il sistema di attribuzione dei punteggi è cambiato così tante volte che ognuno di noi potrebbe citare criteri diversissimi ricordando quando è stato il proprio turno.
Anni fa si registravano giorni e giorni di ritardo nella pubblicazione, oggi almeno è aumentata la puntualità. Ma cosa succede alla data fatidica? Si iniziano a contare gli "accettato" e gli "in attesa di assegnazione".
Quest'anno lo staff di Chiedoasilo ha deciso di analizzare dettagliatamente i dati e interrogarsi sul perché tanti bambini non vengano accolti al nido o alla scuola d'infanzia.
Normalmente l'Ufficio iscrizioni o l'assessore di turno ci rispondono che la situazione si risolverà, che le graduatorie si andranno svuotando "fisiologicamente" entro qualche mese.
Ma questo significa che molte famiglie arrivano a settembre senza sapere dove andranno a scuola i propri figli!
Siccome voi lettori siete tutti genitori, anche se il problema di ritrovarvi "in attesa di assegnazione" non vi è mai capitato, vi renderete comunque conto che quella formula si traduce in un'incertezza insostenibile per una famiglia in cui il papà e la mamma lavorano. Magari ci si può organizzare per il nido, se si trova una nonna volenterosa che si occupi del pupo, ma si può pensare di non mandare un figlio nemmeno alla materna, tenendolo a casa per sei anni? E come arriverà alle elementari il bambino se non ha mai socializzato prima in un gruppo costante e strutturato di coetanei? E se in famiglia tutti parlano un'altra lingua?
Probabilmente tra giugno e luglio la famiglia tenterà in tutti i modi di capire, tramite l'Ufficio iscrizioni o intrufolandosi a scuola, quante chance abbia di ottenere l'ammissione. E poi?
Tornando a noi, abbiamo deciso di rimboccarci le maniche e di analizzare puntualmente le graduatorie pubblicate a luglio.
Cosa ne emerge? Lasciamo a voi l'analisi dei grafici. Noi passeremo i dati alla Rappresentanza Cittadina dei genitori perché li utilizzi negli incontri con l'assessore e i referenti del Settore Educazione. Come cittadini, vorremmo tanto ottenere una risposta a questa fame di posti, magari una qualche forma di pianificazione. Perché non ci è chiaro come mai, per esempio, quando si costruisce un nuovo quartiere non sia obbligatorio costruire contemporaneamente anche una nuova scuola. Non ci è chiaro dove finiscano tanti "oneri di urbanizzazione" che dovrebbero essere finalizzati proprio a questo scopo. Non ci è chiaro perché tanti progetti già appovati siano bloccati e perché gli iter burocratici siano così lunghi. L'abbiamo detto più volte, ormai ci sono "scuole di legno" in bioarchitettura che possono diventare operative in meno di un anno e in seguito abbattono i costi di mantenimento.
Quello a cui teniamo di più è che tutti i bambini possano trovare l'accoglienza e la professionalità che da sempre caratterizzano i servizi all'infanzia del Comune di Milano.
Perché noi, da genitori, abbiamo l'impressione che quei circa 3000 bambini segnati a luglio nelle liste come "in attesa di assegnazione" non troveranno in tempo utile una collocazione nella scuola pubblica. Abbiamo la sensazione che spesso si dovranno rivolgere a un servizio privato come ultima possibilità, e solo per quello spariranno dalle liste d'attesa.
Sarebbe invece bello che il Comune potesse offrire un servizio a tutti e non solo a chi fisiologicamente resiste.

Analisi delle graduatorie pubblicate a Luglio 2013 ( dati da www.comune.milano.it ): 


nei grafici sono rappresentati il numero di bambini che sono stati assegnati rispetto alle graduatorie di giugno e il numero di bambini che ancora non hanno avuto un posto. E' stato inoltre incluso il numero di posti resi disponibili dall'Amministrazione e che possono essere eventualmente accettati se richiesti. I grafici sono stati elaborati dando il dettaglio della zona di decentramento per evidenziare in quali parti della città si rilevano le maggiori liste d'attesa. Durante l'elaborazione sono stati eliminati i duplicati ( non avendo informazione sulla prima preferenza, al fine di considerare il singolo utente e non tutte le preferenze espresse, è stata individuata casualmente fra quelle richieste, una scuola di riferimento, alla quale attribuire la prima scelta).

Scuole d'Infanzia Luglio 2013, assegnati, in attesa e posti ancora disponibili per zone di decentramento di Milano

Nidi e Sez Primavera Luglio 2013, assegnati, in attesa e posti ancora disponibili per zone di decentramento di Milano



lunedì 29 luglio 2013

Asili nidi autogestiti dalle famiglie: una nuova esperienza milanese



In Italia i pionieri dei primi nidi autogestiti dai genitori sono a Reggio Emilia, dove nel 1991 nasce l’Associazione Agorà dalla volontà di alcune famiglie rimaste escluse dalle graduatorie dei Nidi Comunali. Per questa prima esperienza fondamentale è la collaborazione con il Comune di Reggio Emila, che mette a disposizione dell’Associazione, gratuitamente, i locali rispettivamente del nuovo Nido “Nilde Iotti” di Pieve e il Nido “Haiku”, nonchè i servizi di cucina, lavanderia, arredi e alcuni materiali di uso comune.

Nel 1997 si sviluppa un’analoga eseprienza di self-help tra il Comune di Mezzago e famiglie, che porta alla nascita del nido “Pollicino”.* Il Comune di Mezzago aiuta alcuni genitori a fondare l'”Associazione Pollicino” e mette a disposizione i locali inutilizzati della scuola media, fornendo il riscaldamento. Ai genitori i costi per educatrici, ausiliarie, un ragioniere e una coordinatrice. Il risultato è una struttura con una retta finale inferiore a quelle dei nidi privati della zona, che si arricchisce negli anni di una ludoteca e che propone corsi per tutti i mezzaghesi, tipo primo soccorso pediatrico o arte ludica.

La differenza fondamentale tra queste esperienze di nidi autogestiti dai genitori, dove operano educatori professionali, e quelle dei nidi/famiglia è che quest’ultima si propone più come un’esperienza di babysitteraggio mentre nei nidi i bambini sono affidati a personale qualificato, che predispone attività ludiche organizzate.

A Milano, oltre alle già attive esperienze delle scuole steineriane, che nascono però più nella ricerca di una scuola a metodo particolare, abbiamo scoperto l’esperienza di Maddalena Frignito ed Emanuela Leva.** Due madri che rimaste fuori dalle graduatorie nel Comune di Milano si sono organizzate ed hanno aperto il Laboratorio Sottosopra rivolto a bambini dai 6 mesi ai 2 anni e aperto 4 giorni su 5, per 7 ore al giorno. La retta comprende lo spazio e il contratto per la/le educatrice/i e sarà comunque inferiore a quella dei nidi comunali.
L’iniziativa è soprattutto interessante come progetto ci spiega Maddalena: “i genitori saranno coinvolti nell'organizzazione del tutto, ma l'occupazione remunerata, ovvero chi si occuperà del percorso diretto con i bambini, sarà affidata a una persona che ha esperienze di studio in questo settore e con la quale ci si sta confrontando e ci si confronterà su metodi di formazione da sperimentare.
Il genitore quindi non sarà coinvolto dal punto di vista lavorativo, ma diventerà socio di un'associazione - Sottosopra - attraverso la quale sarà organizzato questo laboratorio permanente durante la settimana.
Quello che ci auspichiamo è che un progetto sperimentale, un'esperienza di cooperazione tra genitori, educatrici/tori e bambine/i, seppur piccolissime/i, possa mostrare come sia fattibile e (spesso) più interessante, percorrere strade di auto organizzazione e di reinvenzione della propria città, tra persone che hanno voglia di oltrepassare i limiti che questa può avere, costruendo nuove possibilità.”
L’iniziativa di Maddalena ed Emanuela è molto interessante e come genitori milanesi ci auguriamo che anche il Comune di Milano decida di supportare queste iniziative, che possano rappresentare una nuova risorsa nel ventaglio dei servizi all’infanzia della nostra città.

* L'albero e le parole, del sociologo Sergio De La Pierre (Franco Angeli, 2011);
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martedì 18 giugno 2013

ManifestoLab_2.0_2: FOLLIA O CREATIVITA'?

E' difficile fare l'educatrice: nessuno ne ha mai dubitato. Del resto, come ogni professione ci si deve mettere passione, competenza ed impegno. Le difficoltà che ogni giorno si presentano nei servizi possono essere di varia origine, per alcune di queste un supporto degli assistenti sociali sarà fondamentale.

Piu' di mille regolamenti sarebbe bello se prevalesse proprio la forza educativa delle maestre ispirate nel gestire la follia creativa dei bambini e non derubricarla a scompensi infantili o problemi caratteriali.

Con una sufficiente leggerezza  ROBINSON racconta sul canale TED la sua visione dell'educazione.

E speriamo di non incorrere in terribili errori http://www.repubblica.it/speciali/repubblica-delle-idee/edizione2012/2012/12/28/news/big_pharma_rompe_l_ultima_frontiera_basta_una_pillola_anche_per_il_lutto-49569140/



Sullo stesso canale sono disponibili altre conferenze sui temi dell'educazione dello stesso relatore.


martedì 11 giugno 2013

Ricongiungimento Fratelli assegnati nei servizi all'infanzia

Entro il 17 giugno è possibile chiedere trasferimenti per ricongiungimento dei fratelli (con posti già assegnati) nei servizi d’Infanzia. Visto che il successo della richiesta dipende dalla disponibilità di posti, segnaliamo che è stata creata una bacheca web per agevolare lo scambio fra utenti preliminare alla presentazione della richiesta presso l’ufficio iscrizioni di via Palermo.

Trovate la bacheca e le istruzioni a questo link

lunedì 3 giugno 2013

il momento della verità?


Oggi usciranno le graduatorie per l'ammissione ai servizi d'infanzia. Cosa dobbiamo aspettarci?

Abbiamo letto il comunicato del comune e siamo andate a riguardarci i comunicati stampa degli ultimi anni, così come un po' di articoli scritti allora.

Graduatorie alla mano, analizzeremo bene i dati e ne trarremo valutazioni: il balletto dei numeri sulle iscrizioni e le liste d'attesa è sempre vario (basta rileggere questo articolo dell'anno scorso 
http://www.ilfattoquotidiano.it/2012/05/25/comune-milano-lista-dattesa-ridotta-scuole-materne-conti-tornano/242212/ ).

Siamo sicuri che non ci sarà posto per tutti: in alcune zone di Milano il deficit è strutturale. In altri casi ci si metterà una pezza con l'apertura di sezioni aggiuntive recuperando gli spazi e reclutando educatrici statali.

Rispetto al comunicato di ieri (qui) a chi volesse approfondire suggeriremmo di confrontare i numeri delle liste d'attesa negli ultimi anni all'uscita delle graduatorie (prima delle conferme) che sono sempre diversi dai valori dati nel corso dell'anno (quando, conferme e liste alla mano, i genitori prendono le loro decisioni, anche di rivolgersi ad una struttura privata). 

Inoltre, sarebbe da verificare, qual'è il delta reale del corpo di educatrici. Vengono citate le nuove assunzioni, ma non si dice mai che una parte del corpo insegnante va in pensione e quindi i subentri servono a riempire i posti lasciati scoperti.

Nei nidi la lista di attesa aumenta e la responsabilità viene attribuita alla fuga dalle scuole private ... ma quanti bambini nascono a Milano? Ci vengono presentati molti numeri, ma non ci sembrano molto correlati con la reale situazione e soprattutto non ci conforteranno nel momento in cui oggi leggeremo il fatidico "In attesa di assegnazione".