martedì 11 giugno 2013

Ricongiungimento Fratelli assegnati nei servizi all'infanzia

Entro il 17 giugno è possibile chiedere trasferimenti per ricongiungimento dei fratelli (con posti già assegnati) nei servizi d’Infanzia. Visto che il successo della richiesta dipende dalla disponibilità di posti, segnaliamo che è stata creata una bacheca web per agevolare lo scambio fra utenti preliminare alla presentazione della richiesta presso l’ufficio iscrizioni di via Palermo.

Trovate la bacheca e le istruzioni a questo link

lunedì 3 giugno 2013

il momento della verità?


Oggi usciranno le graduatorie per l'ammissione ai servizi d'infanzia. Cosa dobbiamo aspettarci?

Abbiamo letto il comunicato del comune e siamo andate a riguardarci i comunicati stampa degli ultimi anni, così come un po' di articoli scritti allora.

Graduatorie alla mano, analizzeremo bene i dati e ne trarremo valutazioni: il balletto dei numeri sulle iscrizioni e le liste d'attesa è sempre vario (basta rileggere questo articolo dell'anno scorso 
http://www.ilfattoquotidiano.it/2012/05/25/comune-milano-lista-dattesa-ridotta-scuole-materne-conti-tornano/242212/ ).

Siamo sicuri che non ci sarà posto per tutti: in alcune zone di Milano il deficit è strutturale. In altri casi ci si metterà una pezza con l'apertura di sezioni aggiuntive recuperando gli spazi e reclutando educatrici statali.

Rispetto al comunicato di ieri (qui) a chi volesse approfondire suggeriremmo di confrontare i numeri delle liste d'attesa negli ultimi anni all'uscita delle graduatorie (prima delle conferme) che sono sempre diversi dai valori dati nel corso dell'anno (quando, conferme e liste alla mano, i genitori prendono le loro decisioni, anche di rivolgersi ad una struttura privata). 

Inoltre, sarebbe da verificare, qual'è il delta reale del corpo di educatrici. Vengono citate le nuove assunzioni, ma non si dice mai che una parte del corpo insegnante va in pensione e quindi i subentri servono a riempire i posti lasciati scoperti.

Nei nidi la lista di attesa aumenta e la responsabilità viene attribuita alla fuga dalle scuole private ... ma quanti bambini nascono a Milano? Ci vengono presentati molti numeri, ma non ci sembrano molto correlati con la reale situazione e soprattutto non ci conforteranno nel momento in cui oggi leggeremo il fatidico "In attesa di assegnazione".

mercoledì 15 maggio 2013

Rassegna Stampa: Anche IL SOLE 24 ORE parla di materne e partecipazione

Meraviglia, e ci conforta, l'aver ricevuto segnalazione di 2 articoli che anche una testata normalmente dedicata al mondo economico ed imprenditoriale, si sia occupata di temi a noi cari. Ecco i collegamenti per leggere:

Milano, la scuola dell'infanzia di via Faravelli in attesa di manutenzione. Aula chiusa per mancanza di fondi

A Milano figli e genitori fanno rivivere l'impianto di via Iseo

Inoltre è disponibile su web Piano straordinario per la messa in sicurezza degli edifici scolastici 2012-2013. Ne troviamo una citazione qui. Nell'articolo è disponibile un commento oltre al documento originale (qui). Ci chiediamo come mai all'interno dell'elenco nella sezione comune di Milano, vi siano tanti istituti "non statali". La sicurezza degli edifici scolastici (ovvero il diritto allo studio) è un principio irrinunciabile. E' meno chiaro se ancora una volta i profitti siano dei privati ed i costi di tutti noi.

venerdì 10 maggio 2013

LUCI E OMBRE DEL MANIFESTO MAGGIO13


Un evento grandioso, due giornate di “ vero “laboratorio” sulla scuola e sul benessere dei bambini, con protagonisti esperti dell’educazione, giornalisti e rappresentanti delle istituzioni”.


Diamo ragione all’Assessore Capelli se afferma che “Educare non è un compito riservato ai soli genitori ma una precisa responsabilità di tutti.” E' utile ricordarlo, visto che la maggior parte del compito ricade ancora sui genitori. E forse il neo-Assessore, lavorando con il suo Settore di riferimento, si è proprio reso conto della profonda crisi in cui versa lo stesso - alla cui guida è stato posto.

Gli sforzi enunciati sono notevoli: più posti a disposizione nelle materne, ma ahimè creati in situazioni di emergenza e sacrificando lo spazio per le attività formative dei bambini, ma va bene così, meglio di niente. Aumento del corpo docente (strutturato e non) anche se il comunicato tradisce una piccola ma fondamentale verità: una parte delle educatrici a progetto è stata nei servizi dai primi di gennaio ai primi di marzo, poi basta. La situazione, soprattutto nelle scuole materne di Milano, è ormai critica a causa della mancanza delle educatrici a progetto, che permetterebbero di tamponare eventuali assenze temporanee delle educatrici di ruolo, causando ai nostri figli gravissimi disagi: innumerevoli smistamenti in sezioni diverse, richieste di andarli a ritirare prima, chiusura dei servizi di pre e post scuola, assenza di compresenza e conseguente impossibilità di portare avanti un minimo progetto educativo, tagli alle uscite educative.
Si è approvato un regolamento degli organi collegiali che ha visto l’inizio della procedura di istituzione del tavolo di lavoro solo a metà gennaio e ancora non è dato sapere se sono stati deliberati i 9 rappresentanti dei Consigli di Zona, che dovrebbero interfacciarsi con la Rappresentanza Cittadina, secondo la modifica al Regolamento richiesta e ottenuta dai CdZ stessi. La Rappresentanza Cittadina dei genitori non è ancora stata consultata su nulla, e siamo quasi arrivati a fine anno scolastico.
Sulla carta dei servizi , che obbligherebbe il settore a rispettare indicatori di qualità specifici e quantitativi, nulla più è stato detto. Sono stati avviati laboratori con adulti e bambini (pochi, pochissimi i genitori coinvolti…molti invece i corsi per il personale docente) con bandi (finanziamenti e sovvenzioni pubbliche); è stato confermato l’insegnamento dell’inglese per una selezione di educatrici. E poi, vediamo, un altro bando in arrivo per migliorare i servizi di sostegno ai bambini.


Quindi riassumendo, un bel po’ di soldini, per mettere una pezza a tanti anni di abbandono della qualità educativa, nelle competenze pedagogiche, nell’approccio internazionale e multilingue, nella visione di un mondo sostenibile .

E tutto questo con la sprezzante superiorità nel non volere cogliere le offerte di volontariato di tante famiglie. Ad esempio tante sono le mamme insegnanti di lingue che si sono offerte di prestare la loro opera gratuitamente per garantire almeno un idea di multilinguismo nei servizi, ma questa possibilità è stata negata. Negata la possibilità agli imbianchini di ridipingere le aule scrostate, ai falegnami di risistemare mobiletti cadenti. Così come se dei genitori organizzano e chiedono di poter creare un piccolo angolo piantumato nei giardino di scuola, insieme ai loro ragazzi, per condividere il bello della natura che cresce, la PO si nasconde dietro qualche circolare ASL inesistente e nega il permesso. Permesso negato anche per usare asciugamanini personali come al nido, o bicchieri personali ecosostenibili di plastica infrangibile, anche se poi siamo di fatto obbligati a rifornire di bicchieri usa e getta, fazzoletti di carta, salviettine, pannolini, matite, carta, cancelleria varia...

Il settore Educazione non accetta il confronto, la collaborazione, la partecipazione: è autoreferenziale, esiste per educare se stesso.

Finalmente è stato affrontato il problema amianto, per tanti anni dalle amministrazioni precedenti, nascosto nel cassetto. Tuttavia le esigenze anche di riqualificazione e di disponibilità di materiali sono tante, come di aumento del corpo docente. Ma la risposta è sempre la stessa: NON CI SONO SOLDI. Solo questo si chiede alle famiglie, non tempo, energie, partecipazione, solo soldi. Intanto finanziamo le scuole private, diamo in gestione le micropiscine e le palestre e bandiamo progetti marginali.

E la conclusione di tutto questo è una sola: la situazione è molto piu’ grave di quanto pensassimo, se la struttura amministrativa che governa ed opera nei servizi all’infanzia, si autocelebra con queste piccolezze. Ma forse è giusto così, bisogna gratificare i bambini nei lori piccoli successi affinchè possano migliorarsi.

Già, sembra proprio che la strada del salmone che deve risalire il fiume lottando contro la corrente, sia ancora lunga.

lunedì 15 aprile 2013

Finanziamenti alle scuole paritarie private - il referendum di Bologna

Il 26 Maggio a Bologna si voterà per un referendum consultivo per chiedere:

“Quale, fra le seguenti proposte di utilizzo delle risorse finanziarie comunali, indicate in euro 955.500 + 100.000 per l’anno scolastico 2011-2012 nella deliberazione di Consiglio Comunale PG. N. 203732/2011 approvata il 27/09/2011 secondo il vigente sistema delle convenzioni con le scuole d’infanzia paritarie a gestione privata, ritieni più idonea per assicurare il diritto all’istruzione delle bambine e dei bambini che domandano di accedere alla scuola dell’infanzia ?
A) utilizzarle per le scuole comunali e statali
B) utilizzarle per le scuole paritarie private

I promotori del referendum riportano che a Giugno 2012 le famiglie di 423 bambini che avevano chiesto l'iscrizione ad una scuola pubblica risultavano senza posto, mentre nelle scuole private rimanevano 140 posti. “E' il risultato del processo di privatizzazione della scuola pubblica: posti liberi nelle scuole private e liste d'attesa nelle scuole pubblica”.

Se i numeri non sono un'opinione se ne deduce che molte famiglie non hanno le possibilità economiche o non vogliono per scelta accedere ai servizi privati per lo più di ispirazione confessionale.

A Bologna la discussione si è accesa e sono scesi in campo i sostenitori della scelta B, a favore del finanziamento di questo milione di euro alle scuole paritarie private, sostenendo che il sistema integrato pubblico/privato dà una risposta a tutte le famiglie e che solo la legge sulla parità scolastica rende possibile la libertà di scelta dell'istruzione.

Di certo quest'ultimo adagio, secondo cui le risorse statali per la scuola pubblica diminuiranno, rendendo utili degli accordi con dei soggetti privati per aumentare le disponibilità di posti, è conosciuto anche nella città di Milano. Vale la pena ricordare la circolare del 24 Gennaio 2013 con cui il Comune di Milano stanziava 550 mila euro per la convenzione con le materne private per l'anno scolastico in corso. 

Qui a Milano aspettiamo la chiusura delle iscrizioni del 24 aprile, ma probabilmente i genitori, che se lo possono permettere, sono già corsi ai ripari facendo le preiscrizioni alla scuola privata. 
La domanda non è solo cosa faranno le famiglie che la privata non se la possono permettere anche con i finanziamenti oppure coloro che per credo non vogliono mandare i figli alle scuole cattoliche. 
La domanda è cosa si potrebbe fare con i soldi che vengono dati ai privati?
Le famiglie le idee le hanno chiare visto che accettano proposte come le “scuole di legno”, prefabbricati di qualità che aumenterebbero il numero di posti disponibili.
Aspettiamo di vedere il segnale che arriverà dal voto di Bologna e incrociamo le dita, perchè dai Comuni allo Stato si arrivi a sostenere una vera scuola di qualità e per tutti.

Per approfondire e sottoscrivere l'iniziativa promossa da Comitato Articolo 33: link



lunedì 8 aprile 2013

iscrizioni alle sezioni estive : centri Prima Infanzia, Tempi per le famiglie, Ludoteche

Si rende pubblica la successiva comunicazione del Settore Servizi all'Infanzia.

Per il mese di luglio 2013 è prevista l'apertura dei servizi integrativi in base alle richieste delle famiglie frequentanti. Le operazioni di iscrizione avranno luogo dall'11 al 24 aprile 2013.
I genitori potranno scegliere la frequentazione per il mese intero o per i due periodi (1-12 luglio o 15-26 luglio).

Per i Centri Prima Infanzia:
zona 5: CPI via Spaventa 2
zona 7: CPI via Forze Armate 175
zona 8: CPI via Appennini 96

per il Tempi per le Famiglie
zona 2: via Feltre 68/1
zona 4: corso XXII Marzo 16/18 e via Uccelli di Nemi 48
zona 6: via dei Crollalanza 15
zona 7: via Anselmo da Baggio 56

per le Ludoteche
zona 3: via Feltre 68/1
zona 4: via Cardinale Mezzofanti 25




venerdì 5 aprile 2013

Tutti a tavola!

Desideriamo mettere in fila due notizie apparse nelle ultime settimane sui giornali: la piu' recente apparsa ieri su repubblica web ("A mensa solo sette ravioli per alunno") e una seconda apparsa su piu' testate (ad esempio qui Milano Ristorazione riduce gli sprechi nelle mense) a metà marzo.

In sintesi il primo articolo segnala la scarsità delle grammature ed il secondo loda la riduzione agli sprechi di cibo.

Non si hanno qui le competenze per discernere se sia meglio per i nostri figli lasciare che si sazino con i cibi piu' graditi o vengano indirettamente costretti a consumare anche alimenti meno accattivanti ma più sani (verdure ad esempio). Nutrizionisti ed associazioni competenti (vedi http://www.pappa-mi.it/) sono sicuramente più attrezzati per la valutazione.

La stonatura si rileva più che altro nel tentativo di propaganda di Milano-Ristorazione, che promuove e diffonde l'idea di una attenzione all'ambiente ed al consumo consapevole quando le valutazioni legate al gradimento dei pasti (e di conseguenza alla riduzione degli scarti) è associata direttamente e -si teme- esclusivamente alla riduzione delle grammature.

Inutile negare l'evidenza: una società che produce quasi 80.000 pasti al giorno è un'industria e di conseguenza procede con delle logiche imprenditoriali. Sarebbe tuttavia apprezzabile che il Comune, in quanto appaltatore del servizio, avesse se non altro suggerito a Milano Ristorazione un approccio comunicativo più cauto. Era sufficiente , ad esempio, proporre la modifica delle grammature in via sperimentale al fine di poter -dopo un periodo sufficiente di monitoraggio - valutare serenamente benefici e disagi della soluzione.

Milano Ristorazione, stante i suoi stessi dati (vedi qui) , prepara giornalmente 3.319 diete sanitarie (meno del 5%), di cui 296 (meno dell'1% ovvero circa 1 ogni 250 bambini, 1 ogni 2 scuole circa) per bambini con gravi allergie. 
Più di 800 sono gli addetti alla preparazione dei pasti e 1300 quelli alla distribuzione: ovvero la distribuzione impegna 1,5 volte gli addetti impegnati nella preparazione. Mediamente ogni addetto segue la preparazione/distribuzione di 40 pasti, 1 addetto ogni 7 è "mediamente responsabile" di 1 dieta sanitaria grave. Come si pone una azienda di fronte a questi numeri?